La crema al tè verde di Kimiko

Giovedì, 15 settembre 2011

ore 9,20

In origine, nelle mie idee, era la cuisine de Fumiko. Poi, non avendo trovato il libro tra gli scaffali di Fnac (ordinato on line), sbirciando qua e là ho notato Kimiko e la sua delicatissima cucina giapponese. Un fiorire di ricette fini e di spiazzante semplicità, con una varietà di sapori e colori che fa della stagionalità il suo fiore all’occhiello. L’ho comprato e sfogliato più volte dal momento in cui l’ho portato a casa con me, indecisa su cosa cimentarmi visto che tutto è assolutamente delizioso e invitante. E ho pensato che, forse, un giorno, potrei arrivare a nutrirmi soltanto di queste preziose delizie nipponiche che armoniosamente fondono rapidità di cottura e ingredienti leggeri.

Il piacere di un dessert/nondessert come questa crema al tè verde matcha mi fa viaggiare con la fantasia: erbacea, dalla dolcezza sobria, venata da un rivolo di note tostate, esaltata dall’acidità spigolosa dei lamponi. In un bicchierino un arcobaleno di sensazioni.

Un piccolo esercizio di cucina minimalista.

Crema al tè verde matcha e sesamo, di Kimiko Barber

(minimamente adattata)

per 2 persone

200ml di latte di soia zuccherato + 1 cucchiaio

2 cucchiaini rasi di tè verde matcha

2 cucchiaini rasi di semi di sesamo bianco, tostati

2 cucchiai rasi di zucchero alla vaniglia

1/2 cucchiaino di agar agar

2 lamponi per decorare

Pestate nel mortaio il sesamo. Unite il matcha e lo zucchero e pestate ancora fino ad avere una polvere abbastanza omogenea (nella mia sono rimasti dei micro pezzetti di sesamo che davano un tocco croccante finale, molto piacevole).

Diluite l’agar agar in 1 cucchiaio di latte di soia. In una casseruola dal fondo spesso versate il latte di soia + l’agar agar diluito + il mélange matcha/sesamo/zucchero. Portate a bollore e lasciate cuocere la crema, mescolando, per 1 minuto. Spegnete il fuoco (eventualmente unite altro zucchero secondo il vostro gusto), lasciate intiepidire e versate in bicchierini.

Mettete la crema in frigo e servitela fredda, decorata con i lamponi.

Chi è Kimiko? Di origine nipponica (è nata a Kobe) vive dal 1972 in Gran Bretagna. Ha imparato a cucinare dalle nonne giapponesi e dopo una carriera nella City ha realizzato di avere una grande passione per l’arte culinaria giapponese e l’insegnamento.

Il matcha? dove lo compro? Stavolta devo ringraziare il mio amico Francesco – mitico! – che di ritorno da Tokyo qualche mese fa mi ha regalato un preziosissimo pacchetto di matcha da 100g!! In caso di astinenza ho visto che sempre più spesso si può reperire nei negozi di alimenti bio (tipo Naturasì) e nelle boutique del tè.

Il metodo Kimiko? Nel libro Kimiko cuoce questa crema nel forno a microonde per 90 secondi a potenza media.

Agar agar? E’ un’alga giapponese che gioca lo stesso ruolo della gelatina con qualcosa in più: da un lato è rigorosamente vegetariana, dall’altro ha un potere gelatinizzante molto forte. E’ inoltre povera di calorie, ma ricca di sali minerali (ferro e calcio) e fibre solubili che danno una sensazione di sazietà prolungata. Si compra, in polvere, nei negozi di alimenti bio o etnici.

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11 thoughts on “La crema al tè verde di Kimiko

  1. Yummmmmmm
    sto sbavando sulla tastiera, sappilo cara :)
    appena riesco a riprendere del tè verde la provo !
    SIamo ispirate da dolci al cucchiaio vedo. Appena finito post con altro dessert al cucchiaio. ;)
    buon giovedì!

    • @sandra oh grazie! e se il complimento arriva da te che sei una vera chef ne sono lusingata!!. La stagione mi sembra ideale per i dolci al cucchiaio da servire ben freddi! Allora darò un’occhiata al tuo dolce :) (ma ancora non l’ho visto on line!) grazieee e buona giornata anche a te

  2. Che meraviglia, adoro il Giappone e questa loro capacità di rendere tutte le piacevolezze della vita in modo estremamente delicato, prezioso, etereo, ma con un’anima … e questo post trasmette tutto ciò, grazie quindi per la bellissima sensazione e per la ricettina deliziosa!Brava!! un saluto Lys=))

  3. Qualche tempo fa il matcha impazzava, c’è chi ne faceva gnocchi, panini e quant’altro, poi è passata la moda e nessuno l’ha usato più, a me è sempre piaciuto in piccole dosi però, ma devo dire che non l’ho mai assaggiato in una crema dolce, adoro i ripescaggi, l’ho fatto anch’io con il paneer ;))))
    :*

    • @Ady cosa c’è di più bello della riscoperta di qualcosa che non va più di moda?! :) un pò come quando tiri fuori dal cassetto la borsetta della nonna che ormai è vintage o la ricetta di quei biscotti che la bisnonna preparava con le vicine di casa! quando le mode servono a far conoscere un ingrediente di qualità io le apprezzo, mentre non sopporto lo stile usa e getta soprattutto nel cibo! Confesso con sincerità che dopo i primi tempi di matcha-mania in cui l’ho preso più per moda che per piacere ora è sempre nel mio armadietto, sia perché mi piace (anche da bere) sia perché in alcune preparazioni è davvero ottimo :) secondo me poi nei dolci dà il meglio di sé!!! :) xxx

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