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Mini cake al ribes rosso

Mercoledì, 26 maggio 2010

ore 11,55

Ancora dolci sul blog?” ha borbottato il marito, stamattina, mentre fotografavo con amore i miei piccoli gioielli. Ebbene sì, ma prometto che per questa settimana è davvero l’ultima volta!!

Il fatto è che oltre ai lamponi avevo comprato anche una vaschetta di ribes e non volevo abbandonarla in frigo, visto che tra un paio di giorni devo partire per la Sicilia. Inoltre stavo scalpitando per utilizzare i nuovissimi stampini da plumcake scovati a Bologna qualche settimana fa nei giri di shopping gastronomico. Così, ieri sera ho fatto in quattro e quattr’otto questi mini cake al ribes rosso.

Soffici e setosi hanno un-non-so-che di pan di Spagna, ma l’impasto è al contempo abbastanza corposo da poter sostenere la frutta senza farla appiccicare sul fondo degli stampini (cosa che, non so voi, ma io detesto profondamente!!). Il ribes acidulo chiama, secondo i miei gusti, la dolce vaniglia per cui l’abbinamento, seppure banale, ha sempre il suo perché (LOL). Lo zucchero di canna alla vaniglia* poi dà un tocco sfiziosino che non dispiace e forma una leggerissima e impalpabile crosticina intorno ai dolcetti.

Mini cake al ribes rosso

per 4 stampini da 9 cm circa

100g di burro, ammorbidito

100g farina

100g zucchero a velo

2 uova

2 cucchiaini rasi di lievito

60g circa di ribes rosso

zucchero di canna alla vaniglia* q.b.

Preriscaldate il forno a 200°C. Lavorate il burro morbido con lo zucchero. Unite le uova, una alla volta e poi la farina setacciata con il lievito. Aggiungete il ribes.

Imburrate abbondantemente degli stampini da plumcake (oppure uno stampo singolo), poi spolverizzateli con lo zucchero di canna. Versatevi il composto al ribes e ultimate con un’altra spruzzatina di zucchero. Infornate i plumcake. Quando si saranno gonfiati e avranno formato la tipica gobbetta abbassate il forno a 180°C.

La cottura si aggira, in tutto, intorno ai 20-25 minuti (in ogni caso verificatela sempre con l’aiuto di uno stuzzicandenti). Sformate i mini cake e lasciateli raffreddare su una gratella. Potete tagliarli a fettine e accompagnarli con gelato alla vaniglia o ai frutti di bosco.

*potete farlo mescolando zucchero e semini di vaniglia oppure lasciando, per una settimana, 500g di zucchero con un baccello di vaniglia in un barattolo a chiusura ermetica.

Pomodorini confit

Venerdì, 21 maggio 2010


ore 12,21

Poche chiacchiere oggi! E spazio a una ricetta coloratissima che sa d’estate e profuma di erbette. Pomodorini confit.

Succosi pomodorini-ciliegini lentamente cotti in forno, insaporiti con erbe aromatiche tritate, un pizzico di sale e una manciata di zucchero di canna. Il sapore? Dolce/salato! Ideale per arricchire una soffice focaccia oppure una spaghettata. Non dimenticate che si possono gustare così come sono, accompagnati con cubettini di formaggi e pane tostato, per un aperitivo casalingo-rustico-chic!

Naturalmente non sto a ripetervi quanto sia facile bla bla bla… provatela & basta!!! Vi accorgerete che è deliziosa! Buon week end!

Pomodorini confit

Lavate e asciugate dei pomodorini a ciliegia. Tagliateli a metà. Prendete una teglia, foderatela con carta da forno e ungetela con un pò d’olio. Sploverizzate la carta con una manciata di zucchero di canna (1 cucchiaio) e di fior di sale. Disponetevi sopra i pomodorini. Conditeli a piacere con timo fresco tritato e origano secco, un altro pò di sale e di zucchero. Completate con un filo d’olio. Cuoceteli in forno caldo a 100°-120°C fino a quando saranno soffici, leggermente caramellati, ma non troppo asciutti. Fateli raffreddare e conservateli in un barattolo coperti con olio d’oliva.

P.s. Potete mettere meno zucchero e più sale e variare le erbe secondo i vostri gusti… insomma giocate con i sapori!

Crema catalana al cocco

Sabato, 27 febbraio 2010

ore 24,00

Ieri, finalmente, mi hanno regalato un bruciatore a gas da cucina..! Di quelli che servono per dar fuoco a tutto ciò che deve avere una bella crosticina appetitosa, croccante e dorata. Utilissimo perché, non nascondiamoci dietro un mestolo (!), avete mai provato a fare la crosta caramellosa della creme brulée sotto il classico grill?? No?? Allora vi dico io cosa succede. Oltre allo zucchero cuoce, praticamente, anche tutto il resto (alias crema) e quando portate, orgogliosi, le vostre belle ciotoline in tavola:

a) vi ustioniate il palato credendo che di caldo ci sia solo il caramello, invece anche la crema è rovente;

b) vi ustionate le dita perché anche le cocottine di porcellana/terracotta hanno raggiunto circa 3 miliardi di gradi centigradi!

La soluzione, però, è più semplice del previsto. Con una ventina di euro vi portate a casa un bell’aggeggino che vi permetterà di caramellare/bruciare qualsiasi cosa vi capiti sottomano senza alcuna fatica, mantenendo bassa la temperatura interna del cibo. La ricarica si fa con il comune gas per accendini, quindi è anche piuttosto economico.

Fatta la premessa, passo alla ricetta. Dicevo.. dopo aver ricevuto questo fantastico regalo non ho nemmeno dovuto meditare a lungo su come usarlo: creme brulée o crema catalana dovevano essere il primo banco di prova, senza dubbio. E così è stato. La scelta è caduta, per assenza di materia prima in frigo = panna, sulla crema catalana. Ora qualcuno penserà che, a occhio e croce, sono la stessa cosa. Invece mi permetto di chiarire. La creme brulée a base di uova, latte e panna viene cotta (e quindi si rapprende) in forno a bagnomaria, la crema catalana invece a base di amido di mais viene addensata in pentola. Naturalmente quel quid speciale è dato a entrambe dallo zucchero caramellato sulla superficie.

Si possono usare vari tipi di zucchero da quello semolato bianco a quello di canna, fino al francese “vergeoise” dal sapore caramellato e consistenza soffice. Il latte si può profumare con buccia di limone o cannella, vaniglia, cardamomo, lavanda, cioccolato.. insomma metteteci dentro quello che vi pare! Io infatti ci ho messo il cocco :)

Crema catalana al cocco

25cl latte fresco

2 tuorli

10g amido di mais

65g zucchero

2 cucchiai e 1/2 cocco essiccato grattugiato

1 limone, buccia tagliata a nastro

zucchero di canna q.b.

Riscaldate dolcemente il latte con la buccia di limone e il cocco. Sbattete i tuorli con lo zucchero, quando saranno chiari aggiungete l’amido di mais. Mescolate bene.

Eliminate la buccia di limone dal latte e versatelo a poco a poco sul composto di uova, continuando a mescolare. Trasferite il tutto in una casseruola sul fuoco dolce e fate addensare la crema.

Distribuitela in ciotoline resistenti al calore. Mettetele in frigo per almeno 2 ore. Prima di servire la crema catalana spolverizzatene la superficie con zucchero di canna. Caramellate lo zucchero con la fiamma del bruciatore. E se il bruciatore-cannello-a-gas proprio non l’avete o non volete comprarlo, non vi resta che passare la crema sotto il grill caldissimo per alcuni minuti e rassegnarvi a qualche piccola ustione!


Sul comodino…

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