Mercoledì, 20 gennaio 2010


Ore 15,30

Il primo amore non si scorda mai. Così come il primo incontro con un vero *bagel*. Tutto ebbe inizio l’anno scorso, in febbraio, quando approdai a New York per una decina di giorni. Tra le miriadi di cose-da-assaggiare-assolutamente c’era anche uno di quei panini col buco di cui avevo sentito parlare e visto le foto in giro nella rete. Fino a quel momento, devo ammetterlo, non ne avevo mai mangiato uno. Poi la vaga idea che mi ero fatta è diventata realtà e un bagel in carne ed ossa o meglio in “mollica e crosta” :) si è materializzato tra le mie mani (quelle in foto, però, sono le dita di mio marito!). L’incontro del terzo tipo è avvenuto da Russ & Daughters storico delicatessen di New York, aperto nel 1914 dalla famiglia di emigranti ebreo-polacchi Russ, specializzato in caviale, pesce affumicato (soprattutto salmone e aringhe) e naturalmente bagels.

Dopo aver dato un morso a questo particolarissimo panino, lucido e brillante, dalla mollica densa e leggermente gommosa, farcito con una dose generosa di “cream cheese” formaggio fresco cremoso (contenente dal 33% al 55% di grassi) e con una fetta di morbido e vellutato salmone affumicato, un pensiero strano si è insinuato nella mia mente: “devo fare i bagel”!! Tornata dagli Usa la faccenda è caduta apparentemente nell’oblio. O così mi sembrava fino alla scorsa settimana. Capitata in Francia per qualche giorno ho fatto la solita tappa al piano “libri di cucina” di Fnac e mi sono ritrovata alla cassa con un malloppo degno di un rapinatore. Arrivata a casa ho realizzato che sì, c’era, finalmente, anche un libro sui bagels.

Ecco allora che prende vita il “Bagel project”: oggi e domani proverò a carpire tutti i segreti dell’arte “bageliana” ;) e vi farò sapere i risultati ottenuti!

Intanto vi lascio la lista degli ingredienti che mi aspettano in cucina: farina, lievito istantaneo per pizze e torte salate, fleur de sel, acqua tiepida, melassa, olio d’oliva, farina di mais, burro.

Ore 18,00

Piccolo aggiornamento. Dopo aver mescolato, impastato, tirato e stirato l’impasto (buona parte del lavoro però l’ha fatta il mio Kitchen Aid!) ho dato forma agli ormai mitici bagel che, adesso, stanno placidamente lievitando a temperatura ambiente. Incrocio le dita e vi lascio una foto.