Sabato, 30 gennaio 2010


Ore 12,00

Casa dolce casa. Da quando vivo stabilmente in Emilia Romagna ho cominciato a capire quel senso di nostalgia, chiamatela pure “saudade” se volete, che colpisce i migranti. Fino a qualche tempo fa snobbavo, o quasi, tutto ciò che era siciliano. Adesso, invece, sento sempre più forte il legame con la mia terra e le mie radici.

Quando penso alla mia isola incastonata nel Mediterraneo dal mare color smeraldo e turchese, la terra a tratti arida, le strade polverose, le campagne coltivate ad agrumeti e i palazzi barocchi di Catania in pietra lavica che si nascondono tra luci e ombre, gli edifici di Noto e Ortigia che diventano dorati quando vengono baciati dal sole, beh, devo ammetterlo, vengo presa da una piccola struggente malinconia.

E allora, visto che oggi non ho proprio tempo di lasciarvi una ricetta e sono quasi in partenza per Teramo, vi lascio un assaggio di Sicilia (prometto di fare altri post a tema), una breve selezione di immagini per farvi venire l’acquolina in bocca…

(Vi segnalo, a Noto, il “Caffé Sicilia” di Corrado Assenza, luogo incantato dove la Sicilia parla attraverso dolci di spettacolare eleganza)

La colonna sonora di questo viaggio non può che essere un brano dedicato alla mia terra, intenso e struggente: Petra Lavica di Kaballà

La Cattedrale di Noto

Noto vista dall'alto
Noto vista dall'alto

Il Caffè Sicilia di Corrado Assenza, tra i migliori bar d'Italia
Le granite di Corrado da sx a dx: fragola, limone, mandorla
La mini-cassata di Corrado
Particolare di un balcone a Ortigia
Ortigia nel suo splendore
Un cancello in ferro battuto

Modica in una giornata di nuvole e pioggia