Mercoledì, 3 marzo 2010


 

ore 11,30

Quando si conosce discretamente una città e i monumenti principali sono già stati inseriti nella lista personale del già-visto-e-metabolizzato, ci si può concedere un week end “mordi & fuggi” fatto di tutto e niente, di piccoli piaceri che si consumano in minuti oppure ore. Ecco il mio che ruota intorno al centro storico.

P.s. Pardon, le foto sono da iPhone, quindi scattate senza flash o altro..

Roma, sabato 27 febbraio

ore 12,30

Il freccia-argento, Bologna-Roma, di Trenitalia arriva miracolosamente in orario. Il viaggio non è dei più comodi, almeno per i miei gusti, visto che il treno ti sballottola spesso e volentieri di qua e di là e che la linea telefonica da un certo punto in poi risulta praticamente piatta (interpreta: no telefonate, no internet, è il momento giusto per farsi una certa cultura gossippara e leggere l’intervista incriminata a Morgan).

ore 14,45

Sbarchiamo alle Scuderie del Quirinale. La nostra mostra feticcio è Caravaggio. Riusciamo a visitarla dopo una ventina di minuti di fila. Davanti a noi si apre uno scenario da sogno. Poco più di una ventina le opere attribuite con certezza al maestro della luce, presentate secondo una divisione cronologica dagli anni giovanili fino alla maturità. Capolavori che lasciano senza parole, un pò da sindrome di Stendhal.

ore 16,30

Ci tuffiamo in via del Corso, giusto per dare un’occhiata ai negozi, ma poi veniamo attirati o forse dovrei scrivere calamitati verso Piazza di Spagna. Entriamo? Non entriamo? Entriamo? Sì, no, beh, però… Il tira e molla dura pochi minuti. Poi eccoci al tavolo di Babington una delle sale da tè più inglesi della capitale. Aperta nel 1893 da due signorine inglesi di buona famiglia, Isabel Cargill e Anna Maria Babington, per offrire un luogo di lettura e degustazione del tè alla comunità anglosassone stabilitasi a Roma, è rimasta praticamente invariata e con un fascino incredibile. Tavolini di legno scuro coperti con stuoiette bordate di stoffa dal tipico colore verde-turchese che si ritrova anche in tazze e piattini. E poi il simbolo del gatto impresso sulle teiere e perfino stampato sui cucchiaini. Per accompagnare le oltre 30 miscele a disposizione, tantissimi piatti della gastronomia anglosassone dai crumpets alle torte salate. La nostra scelta? Scones+strawberry jam (gelatina di fragole)+panna montata alla faccia della dieta. L’atmosfera è molto rilassata, si scambiano chiacchiere a bassa voce, si sorseggia un tè delizioso, si sbirciano i vicini..


 

ore 20, 30

L’avevamo puntato da un bel pò. Finalmente ci siamo andati. Er Filettaro è proprio nel cuore di Roma. A due passi da Campo dei Fiori. Un localino piccolo piccolo che si sviluppa in lunghezza. Tavoli di legno e tovaglie di carta, servizio spartano e non sempre molto affabile, piatto quasi “unico”: filetti di baccalà fritti in pastella da accompagnare, in stagione, con insalata di puntarelle e acciughe (nota: le puntarelle sono la parte inferiore della cicoria catalogna). Noi ci siamo seduti non lontano dalla cucina dove si possono scrutare le signore che friggono i filetti in enormi padelloni colmi di olio. Devo ammettere che il baccalà, di ottima qualità, non ci ha soddisfatti del tutto. Perché se proprio vogliamo fare i pignoli il rapporto pastella-filetto di pesce era 3 a 1. Insomma, molta pastella e poco pesce, in compenso la frittura è abbastanza leggera (per quanto lo possa essere una frittura!).


 

Roma, domenica 28 febbraio

ore 10,40

Clamoroso! Dopo anni che tentavamo di alzarci in tempo per vedere il Quirinale stavolta ce l’abbiamo fatta. Una fila lunga, ma abbastanza scorrevole ci permette di entrare in tempo prima della chiusura (mezzogiorno). Naturalmente non posso che dire che ne vale assolutamente la pena. Il palazzo è meraviglioso e non ha nulla da invidiare alla Hofburg di Vienna o a Versailles…stucchi, affreschi, specchi, quadri, arazzi di raffinatissima fattura.

 

ore 12,00

Prima di proseguire non possiamo sfuggire al rito della fontana di Trevi. E’ sempre divertente sedersi sulle gradinate e guardare chi si fa fotografare abbracciato con l’amico, l’amante..i bambini che sorridono, quelli che lanciano le monetine, i giapponesi che scattano a raffica, dare un’occhiata ai magneti da frigo più cafoni e improbabili..

 

ore 14,00

Visto che la tappa per il pranzo non è stata memorabile non vi segnalo nemmeno il ristorante prescelto, ma passo direttamente al dessert. Se vi piace il cioccolato nella sua versione più tosta non potete non assaggiare, almeno una volta, il tartufo gelato dei Tre Scalini in Piazza Navona. Una bomba calorica di gelato al cioccolato extra-noir, con un cuore di ciliegia candita, servita con panna montata. Se non ve la sentite potete mangiarne una in due, come abbiamo fatto noi.

 

ore 23,00

Non potete lasciare Roma senza aver mangiato la pizza Ai Marmi. Se siete emiliani, come mio marito, cercate di frenare la zeta che si “essizza” :D quando chiedete al taxista “Mi porta alla pisssseria I Marmi”? Il taxista, perplesso, vi guarderà dicendo “dove deve annààà??” . Intanto meglio chiamarla L’Obitorio perché così la conoscono in città. Il motivo credo sia legato alla presenza di tavolini con ripiano di marmo bianco che, certo, a pensarci bene ricordano un pò il tavolo del dottor Quincy (avete presente la serie tv anni ’80 con protagonista un medico legale?)…mmm vabbè. Arrivati sul posto ci siamo subito mangiati nell’ordine: un bel supplì al telefono (detto così perché, quando si apre a metà, la mozzarella forma un filo, come fosse una cornetta del telefono, geniale direi!) fritto-molto-fritto, un fiore di zucca fritto ripieno con mozzarella e acciuga e una bella pizza. Proprio la pizza merita due parole. E’ sottilissima, leggermente croccante sui bordi, ben condita e saporita con un netto gusto di mozzarella.

 

Roma, lunedì 1 marzo

ore 12,00

Prima di partire, se ne avete voglia, fatevi un gelato da Giolitti antica pasticceria-gelateria a due passi dal Parlamento. Potrebbe capitarvi di fare uno snack accanto a un onorevole (non faccio nomi!), se amate questo genere di incontri. Io ho scelto visciola e mora, due gusti davvero buoni, delicati e fruttatissimi!


Indirizzi

Babington – Piazza di Spagna, 23.

Accogliente sala da tè inglese fondata alla fine dell’800. Vasto assortimento di miscele di tè verdi, neri e bianchi, oltre a varie tisane. Da sgranocchiare specialità anglosassoni dolci e salate: scones, crumpets, toast alla cannella, salmone affumicato e insalate e così via. Servizio veloce e cordiale. Prezzo medio sui 20 euro a persona, per un tè e un dolce.

Dar Filettaro a Santa Barbara – Largo dei Librari.

Locale piccolo e tradizionale. Arredamento semplice e tovaglie di carta. Specialità: filetti di baccalà fritti in pastella da mangiare sul posto o da portare via (come fossero un cono gelato, avvolti nella parte bassa, in un tovagliolo di carta). Prezzo medio, 20 euro a persona per 2 filetti, un’insalata e una bibita.

Tre Scalini – in Piazza Navona.

Antica pasticceria proprio nel cuore di una delle piazze più belle del mondo. Ci si va, soprattutto, per gustare il tartufo gelato prodotto artigianalmente. Prezzi non proprio modici, ma la vista è indubbiamente fuori dal comune. Prezzo medio per 1 tartufo gelato 10 euro.

I Marmi – Viale di Trastevere, 53-59.

Pizzeria rinomata situata all’inizio di Trastevere. Atmosfera informale, servizio affabile. Da gustare la pizza sottile e croccante, ben condita e i suppì al telefono (crocchette di riso, pomodoro e mozzarella). Prezzo medio per 1 pizza, qualche sfizio salato e 1 bibita, 15 euro.

Giolitti – Via Uffici Vicario, 40.

Storica gelateria a due passi da Monte Citorio. E’ d’obbligo gustarvi un cono con gelato alla frutta o alla crema.

 

 


 

 

Annunci