Domenica 11 aprile, 2010


ore 11,30

Il vantaggio più evidente dell’essere rientrati in Emilia è l’adsl supersonica (va-va-voooom!) che mi permette di navigare, postare e fare scemenze on line alla velocità della luce! Lo svantaggio è quello di aver lasciato giù il profumo del mare, le parlate in dialetto che mio marito continua a non capire (mi piego in due dalle risate e faccio da interprete), le arancine fritte sul momento di Arancì, la granita di pistacchio e fragoline e l’amarena “al frutto” (amarena sciroppata con seltz) del chiosco Giammona di Catania. E poi la luce dorata di Noto, le serre che invadono i campi verdi da Pachino a Rosolini, il finocchio selvatico in fiore lungo i bordi delle campagne, la ciocco-mania di Modica e la sonnolenta e magnifica Ortigia che si stende dolcemente sul mare.

Questo in breve il riassunto della mia settimana siciliana, trascorsa in fretta più per lavoro che per piacere. Con alcune belle scoperte in ambito gastronomico, qualche conferma e tanti caffè! Tra le mie novità metto sicuramente la cucina della giovane chef milanese Valentina Galli dell’Oinos di Ortigia. Tutti ne parlano, ma pochi o pochissimi ne hanno scritto e mi domando il perché. Aria dolce ma piglio deciso, di una donna che sa il fatto suo, Valentina propone una cucina fresca e moderna, dai sapori limpidi ed equilibrati. L’ispirazione arriva dalla Sicilia o dal Mediterraneo in un concerto di aromi e profumi molto suadenti e delicati. Vi lascio un paio di foto (da iPhone) dei suoi piatti.

Infine, non so dirvi come, ma nella mia mente il *Guacamole* messicano a base di avocado (il nome deriva dallo spagnolo messicano “ahuacatl” avocado e “molli” salsa) si associa al calore e alla solarità della mia terra, per cui vi suggerisco questa ricetta facile facile, da fare ad occhio e calibrare secondo i gusti (più cipolla, meno cipolla; più lime, meno lime…) in pochissimi minuti e senza troppi sforzi. La mia variante è con un pizzico di peperoncino. Secondo l’uso messicano la salsa andrebbe preparata nel tipico mortaio di pietra detto molcajete, ma spesso uso semplicemente una forchetta e una ciotola (diffidate delle ricette che consigliano l’uso del frullatore!!). L’accoppiata ideale è con i tipici triangolini croccanti di mais (tortilla chips) o con delle tortillas, per l’abbinamento-bevanda vado in Spagna e ci metto una fruttata sangria con arancia e lime, ma la birra è un’alternativa perfetta.

*Guacamole*

1 avocado maturo

1/2 cipolla bianca tritata (o cipollotto)

succo di lime q.b.

1/2 pomodoro maturo tagliato a cubetti e privato dei semi

sale e peperoncino fresco (o in polvere)

olio di mais

Sbucciate l’avocado. Schiacciatene la polpa con una forchetta oppure usate pestello e mortaio, conditela con succo di lime a piacere (io lo preferisco limonato per cui uso circa 1 lime che oltretutto evita l’ossidazione dell’avocado). Aggiungete il peperoncino fresco a pezzetti, un pizzico di sale e una goccia di olio di mais. Schiacciate bene il tutto.

Aggiungete cipolla e pomodoro. Mettete in frigo a riposare per almeno 1/2 ora coprendo con della pellicola trasparente che deve aderire bene alla superficie della salsa (solo così non diventa scura). Servite il guacamole con l’aperitivo, con tortillas o come accompagnamento di tacos o fajitas.

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