Venerdì, 28 maggio 2010

ore 8,00

Cosa fare con melanzane e pomodori appena comprati, ma che sembrano inevitabilmente destinati a marcire in frigo per una settimana o poco meno, causa viaggio in Sicilia? Ma una caponata, no?! Insomma un pò per praticità un pò perché era da tanto che volevo farla ieri è stato il CAPONATA DAY!

In Sicilia la caponata ognuno la fa come più gli pare. Nel senso che ogni volta che la mangio a casa di amici o anche al ristorante ha sempre qualcosa di diverso: c’è chi ci mette l’uvetta e i pinoli, chi come mia madre la fa pure con i peperoni in una sorta di ratatouille franco-sicula, chi non ci mette i capperi ma ci mette le patate, chi la fa cuocere per secoli e secoli creando un purè più che uno stufato di verdure, chi frigge tutto singolarmente e chi no e bla bla bla. Quindi posso dire con una certa tranquillità che non esiste una ricetta assoluta e immutabile, in quanto ogni “casa” ha di fatto la sua variante. E quella che vi darò è a modo mio.. my way.

Passiamo agli ingredienti. In questo momento, bisogna confessarlo, melanzane e pomodori non sono un gran che. Dunque per essere certi di avere il 100% del gusto rimandate la preparazione all’arrivo dell’estate! Però, nel complesso, non hanno sfigurato! Poi, in teoria, ci andrebbero le olive siciliane in salamoia, nella pratica uno mette quelle che riesce a trovare.. io ho usato delle taggiasche ma anche quelle greche polpose tipo kalamàta non ci dovrebbero star male. Fritto o non fritto? Questo è il grande dilemma. Qualcuno frigge ogni ingrediente singolarmente dal sedano alla cipolla ai pomodori e il risultato oltre che molto saporito è una vera bomba per la digestione, altri mescolano/friggono tutto insieme. Io sono arrivata a un compromesso. Altra nota: l’agrodolce l’ho fatto un pò a occhio e gusto, cioè assaggiando in corso d’opera, comunque vi do alcune dosi indicative, poi taratelo sul vostro palato.

Beh, che altro dire..buon weekend! Io scappo in Sicilia fino a mercoledì prossimo. Ciaooo!

Caponata siciliana, my way

500g melanzane tonde

250g pomodori freschi

125g cipolle medie

70g gambi di sedano

50g olive in salamoia, denocciolate

25g capperi sotto sale

2-3 cucchiai di passata di pomodoro

qualche foglia di basilico

per l’agrodolce: 2-3 cucchiai di zucchero + 1/4 di bicchiere di aceto di vino rosso (circa 8 cucchiai)

Lavate le melanzane, tagliatele a cubettoni, conditele con un pò di sale e mettetele a spurgare in uno scolapasta per almeno mezz’ora. Nel frattempo eliminate i filamenti dal sedano e tagliatelo a pezzetti. Dissalate i capperi. Pelate e affettate le cipolle.

Pelate i pomodori (se li immergete per alcuni secondi in acqua bollente, sarà facile togliere la buccia) e tagliateli a strisce.

In una casseruola (io ho usato una Creuset di ghisa smaltata) dal fondo spesso fate scaldare un pò d’olio. Unite le cipolle e fatele dorare, quindi aggiungete il sedano e i pomodori. Fate stufare il tutto fino a quando la cipolla risulta tenera e i pomodori quasi del tutto disfatti. Unite allora i capperi, le olive e la passata di pomodoro con 1-2 cucchiai d’acqua calda. Continuate la cottura per qualche minuto ancora, poi spegnete il fuoco e coprite.

Sciacquate velocemente le melanzane sotto l’acqua fredda. Asciugatele con della carta per alimenti o con un canovaccio. Friggetele in olio caldo finché morbide e dorate. Scolatele dall’olio e versatele nel tegame con i pomodori. Accendete il fuoco. Mescolate un attimo, poi condite con lo zucchero e l’aceto. Fate cuocere la caponata ancora un pò, fino a quando l’aceto sarà evaporato. Fuori dal fuoco unite alcune foglie di basilico spezzettate.

Di solito la mangiamo fredda come antipasto, ma è ottima anche come contorno e a temperatura ambiente (mai calda!!).

Se vi piace la versione con pinoli e uvetta sappiate che poco prima di servirla potete anche grattugiarvi sopra un pò di cioccolato fondente amaro al 70% e oltre di cacao, secondo l’uso settecentesco probabilmente nato durante la dominazione spagnola dell’isola.

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