Sabato, 7 agosto 2010

ore 02,30

Nice. Iaorona maéva! Buongiorno e benvenuti!

Per qualche giorno Tahiti è sbarcata a Nizza. E sono arrivati, in un simpatico villaggio tahitiano versione europea, anche i profumi e i sapori di incantevoli isole tuffate nell’Oceano Pacifico, colori accesi che partono dal turchese per fondersi nel verde bosco e sfociare nel viola, tattoo di grande eleganza, delicatissimi e profumatissimi fiori di tiarè, preziose gocce di monoi, stecche di vaniglia aromatiche e intense, tè al cocco, vini nati dal terreno di corallo, collane di fiori, vestiti tradizionali, artigianato di madreperla e perle nere.

E poi visi, sorrisi, saluti… un momento di allegria e grande umanità. Vi lascio qualche immagine.

Enjoy!

Tra i prodotti gastronomici tipici che più mi hanno incuriosito: il vino che nasce sulle sabbie fatte di corallo.. non l’ho ancora assaggiato, ma credo possa essere una chicca da offrire agli amici per un aperitivo insolito (conto di comprarne un paio di bottiglie prima della chiusura della fiera!!)

La vaniglia di Tahiti, naturalmente, calda, inebriante e sensuale come qualche goccia di Chanel n°5 sulla pelle..

I succhi di frutta tropicali (guava, ananas..ecc) e le confetture prodotte dalla Rotui sull’isola di Moorea con frutta locale e il tè di Ceylon di Manutea Tahiti con aromi polinesiani quali tiarè, vaniglia e cocco:

Cambiando tema. Ho poi letteralmente perso la testa per i gioielli artigianali in madreperla, semi delle isole Marchesi e perle nere di una giovane stilista francese, Corinne Henrion, trasferitasi nella Polinesia francese: delicati fiori di tiarè come ricami sulla conchiglia, romantici colori cangianti come tramonti sul mare cristallino, racchiudono – per me- la bellezza infinita di quei luoghi..

Non potevo non lasciarmi sedurre dal delizioso monoi olio per corpo e capelli ottenuto lasciando in infusione i fiori di tiarè nell’olio di palma da cocco, vellutato come la seta, in mille infinite combinazioni.

Il vento creava onde sinuose come quelle del mare mentre attraversava il leggero tessuto dei pareo stesi al sole, la brezza salina arrivava fin nelle narici. Per un attimo, lo confesso, ho creduto di essere a Tahiti.

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