Lunedì, 23 agosto 2010


ore 11,16

Quando torno dai miei viaggi oltre ai classici (? si fa per dire) souvenir porto con me, tutte le volte che posso, una quantità spropositata di prodotti e ingredienti locali… e anche stavolta non ho fatto eccezioni. Oltre a scatolette di crema di marroni francese, tapenade provenzale, spezie di tutti i tipi e bla bla bla che hanno prepotentemente invaso l’auto del marito, mi sono caricata anche 2 chili di rabarbaro verde. Nota: il rabarbaro è un ortaggio (o più correttamente una pianta erbacea) usato come frutto (strano no?!) tipico dei paesi nordici (Belgio e Germania in pole position) che si usa per confetture, torte, crostate eccetera eccetera. Era da tanto che cercavo di impossessarmene (LOL), ma in Italia è… inesistente (sigh sigh), quindi appena l’ho visto non ho potuto fare a meno di portarmelo a casa. Il suo sapore acidulo è molto gradevole e frequentemente accostato a gusti marcatamente più zuccherini come quello delle fragole o dei lamponi.

Siccome si passa spesso dal nulla al troppo.. ho dovuto trascorrere un paio di giorni in cucina per dare forma commestibile ai 2 invadenti kg che avevo momentaneamente chiuso in frigo.

La strategia adottata? Confettura, certo, per gustarmi – finalmente!! – il rabarbaro anche in inverno, poi una crostata e anche dei ghiaccioli visto il caldo che continua a farci compagnia.

Vi passo le ricette, in caso entraste in possesso – in qualche modo! – del suddetto ortaggio. Ah, la confettura è basata, come questa qui, sul metodo di Christine Ferber! Mentre per i ghiaccioli ho messo un pò di sciroppo di agave che ha un potere dolcificante (a freddo) superiore di circa il 25% rispetto allo zucchero semolato.

Confettura di rabarbaro verde

1kg rabarbaro verde, già pulito

800g zucchero

1 limone, succo

2-3 cm di baccello di vaniglia Bourbon del Madagascar

Tagliate il rabarbaro a pezzettoni, spruzzatelo con il succo di limone. Incidete la vaniglia per la lunghezza e grattate i semini, unite vaniglia e semini al rabarbaro, poi aggiungete lo zucchero. Lasciate macerare il tutto per un paio d’ore (anche per una notte intera, se preferite).

Versate il rabarbaro in un colino a maglia fitta e raccoglietene il succo in una casseruola dal fondo spesso. Tenete momentaneamente il rabarbaro da parte e portate a bollore il succo (si concentra a 105°C – potete usare un termometro a sonda per verificare la temperatura). Unite allora i pezzi di rabarbaro e fate cuocere a fuoco moderato per 10-20 minuti secondo i vostri gusti. Verificate la consistenza della marmellata, quindi invasettatela.

Ghiaccioli di rabarbaro e fragole con sciroppo di agave

480g rabarbaro verde, già pulito

120g fragole

5 cucchiai di zucchero

10-12 cucchiai di sciroppo di agave

limone, succo

Tagliate a pezzi il rabarbaro, spruzzatelo con un pizzico di succo di limone e mescolatelo con lo zucchero. Fatelo cuocere, coperto, in una casseruola fino a quando sarà tenero.

Nel frattempo pulite e tagliate a cubetti le fragole. Quando il rabarbaro sarà cotto e ormai freddo frullatelo con le fragole. Dolcificate il composto con sciroppo di agave (la dose è orientativa, visto che molto dipende sia dai vostri gusti che dalla dolcezza/acidità di fragole e rabarbaro, quindi regolatevi come preferite).

Versate il composto in stampini da ghiaccioli. Mettete i ghiaccioli in freezer per qualche ora prima di leccarveli!

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