Lunedì, 13 settembre 2010

ore 17,00

Una Venere tascabile, una bellissima città formato mignon. Trieste: culla di ideali di libertà e unità nazionale, anima dell’irredentismo di fine 800, mi ha colpita al cuore con i suoi simboli, i suoi scorci, i suoi luoghi, il suo vento incessante che scompiglia i capelli e fa svolazzare le magliette: il molo “Audace” che penetra nell’azzurro del mare (dove sbarcarono i bersaglieri nel 1918 e venne realizzata l’unione con l’Italia), la piazza Unità d’Italia con il pavimento di arenaria grigia e i maestosi edifici color crema affacciati intorno (bellissimo il Municipio) tutti a far da sfondo al golfo di Trieste, gli eleganti caffè di tradizione mittleuropea, la spettacolare vista che si offre dalle alture del castello di S. Giusto e l’incanto del romantico castello di Miramare.

Se dovessi parlarvi di Trieste a 360 gradi dovrei citarvi almeno Italo Svevo, Umberto Saba e James Joyce, ma visto che qui domina soprattutto la gastronomia vi lascio pochi brevi appunti sui piatti e i posti del buon cibo che ho avuto modo di provare.

Sabato 11 settembre, ore 12,30. Il buffet Da Pepi: nato nel 1897. Storico locale di tradizione mitteleuropea in cui si glorifica la carne di maiale in tutte le sue possibili varianti, tutte rigorosamente bollite. Dalle caldaie ricolme di acqua caldissima escono fumanti pezzi di prosciutto, pancetta, lingua, salsicce di Vienna, testina, spalla (detta porcina) e cragno che vengono affettati in un batter d’occhio e serviti accompagnati da senape dolce e una grattugiata di cren fresco, aromatico e pungente. Da bere? Una birra appena spillata.

Il servizio è cordiale e velocissimo con i camerieri che “volano” da un tavolo all’altro portando boccali ricolmi di birra, l’atmosfera familiare con le panche di legno coperte da maioliche e senza tovaglie, i piatti simpaticissimi a forma di maialino. Gli avventori sono soprattutto triestini ma c’è anche qualche turista.

Se non siete diffidenti o vegetariani e volete assaggiare un pò di tutto fatevi portare un piatto misto come forma di “iniziazione” oppure scegliete ciò che più gradite..(molti ad esempio amano la lingua, io l’ho cortesemente evitata, il marito invece l’ha apprezzata moltissimo!).

ore 15,00. Prima tappa pomeridiana al Caffè Tommaseo il più antico di Trieste fondato nel 1830 e decorato dal pittore Gatteri. Eleganti specchiere provenienti dal Belgio e appese alle pareti creano giochi di luce soffusa e dorata particolarmente suggestivi, ovunque decori di stucchi bianchi delicati e raffinati.

…e ancora i tavoli finemente cesellati..

ore 19,00. Per chi vuole andare alla scoperta dei dintorni di Trieste i paesini suggestivi non mancano. Noi siamo finiti a Muggia, incantevole mini-borgo marinaro dove il tramonto vela le barche e la superficie del mare di colori pastello: rosa, celeste, giallo. Uno spettacolo per gli occhi e per l’anima.

Qui l’aperitivo va a spritz e prosciutto crudo di San Daniele.

Per cena la scelta è caduta su una graziosa trattoria con veranda sul mare: La Risorta.

Piatti saporiti e ben presentati, pesce fresco, un pizzico di creatività e prezzi onesti (per 5 piatti, bevande e coperto per due persone circa 70 euro).

Domenica 12 settembre, ore 10,30. Certe mattine il buongiorno è delizioso. Il sole che accarezza la pelle, la vista del mare, la piazza che si popola di alpini (sì, sì! guardate le foto), famiglie e ragazzi in bici, il vento che soffia e un caffè perfetto sorbito lentamente mentre si sfoglia un quotidiano. La seconda tappa caffè-storico è il Caffè degli Specchi in piazza Unità d’Italia. Esistono oltre 100 modi di preparare/nominare il caffè e le sue varianti a Trieste: per quanto ho potuto capire l’espresso si chiama nero, il caffè macchiato con poco latte è detto gocciato mentre con molto latte è detto macchiato, il cappuccino è chiamato cap e se servito nel bicchiere di vetro cap in bi (se si vuole molta schiuma si aggiunge “tanta“). Queste che vi ho scritto sono solo alcune delle possibilità, bisognerebbe trascorrere qualche mese in città per conoscerle e assaggiarle tutte!!!

E non poteva mancare, tra le mie conquiste, un classico della pasticceria mittleuropea….

ore 12,00. Da non perdere un pò di shopping gastronomico (nei pochi negozi aperti la domenica mattina fino alle 13) a partire dai dolci da forno tipici, semplici ma golosi, quali il presniz (da “preis prinzessin” ossia premio principessa, in quanto premiato come miglior dolce dell’epoca) una sorta di spirale di sfoglia farcita con uvetta, pinoli, mandorle, vino e marmellata creata da una pasticceria del centro in occasione della visita in città dell’Imperatrice Sissi d’Austria e Ungheria. Poi la putizza tipo brioche con ripieno di frutta secca e cacao e la pinza un pandolce soffice con arancia e limone.

Poi il prosciutto cotto al vapore tagliato al coltello, le salsicce viennesi (tipo wurstel), il pesce fresco…

ore 15,00. La deviazione merita… il viaggio! Il magnifico castello di Miramare fatto costruire sul promontorio di Grignano dall’Arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo è uno scrigno incantato con arredi originali ben conservati e un parco curatissimo ricco di vegetazione. La vista sul golfo di Trieste è impagabile e più che affascinante..direi stupenda!

Infine. Se pensate che Trieste sia una città senza umorismo vi sbagliate…!!!!! lol

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