Lunedì, 21 marzo 2011

ore 10,50

Catania. Il cielo è diviso a metà: da un lato nuvole nere cariche di pioggia pronte a bagnare la città, dall’altro un sole intenso che illumina le strade. Sarà questo l’inizio della tanto attesa e adorata primavera? Chissà..?!

Stamattina vi voglio parlare – al volo – di un dolce tipico siciliano della festa di San Giuseppe (lo so è stata sabato scorso, ma non ho fatto in tempo a postare le foto!! sorry): i crispeddi ri san Giuseppi. Morbidi bastoncini di riso dolce cotto nel latte, profumato con scorza di limone, fritti nello strutto (oppure olio) e ricoperti di miele liquido, serviti con una manciata di zucchero a velo. Hanno una lavorazione tutta particolare. Si realizzano con l’aiuto di un tagliere in cui si sistema il riso che poi viene diviso in piccoli filoni. Secondo le voci più diffuse sono nate tra le mura dei conventi catanesi.

“In città la cucina dei Benedettini era passata in proverbio; il timballo di maccheroni con la crosta di pasta frolla, le olive imbottite, i crespelli melati, erano piatti che nessun altro cuoco sapeva lavorare…” (da I Vicerè, di Federico De Roberto).

Le crispelle con il miele erano annoverate tra i piatti convenutali ottocenteschi più graditi dai monaci benedettini del monastero di San Nicolò l’Arena. Oggi sono il dolce per eccellenza della festa del papà. Purtroppo, al momento non ho una ricetta da passarvi. Quelle che vedete in foto escono dritte dritte dal laboratorio della pasticceria Pasubio di Catania.

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