Lunedì, 23 maggio 2011


Catania, ore 14,35

L’imprevedibile andamento delle cose.

Una pausa-lavoro di una settimana si è trasformata, per vari motivi, in 2 settimane di full immersion catanese (e non solo). Poco tempo per cucinare-e-fare-foto, molto tempo trascorso ad assaggiare-e-scrivere. Tra tradizione e nuovi feticci, il mio pot-pourri.

L’arancina o l’arancino? Da queste parti è rigorosamente al maschile. Per motivi di lavoro (e pure per nostalgica fame) ne sto assaggiando, praticamente, da tutti i bar cittadini. Le ricette variano tanto. C’è chi mette il ragù (eresia?) e chi la carne a pezzi, chi condisce il riso con lo zafferano (vade retro Satana?) e chi con il pomodoro. Giochetto istruttivo e divertente. E pure parecchio calorico.

Carruba carruba…

Ricordo ancora quando da piccola mio nonno mi portava le caramelle di carruba avvolte nella carta oleata. Quadratini rusticamente irregolari racchiusi in pochi centimetri di carta, piegata come un origami. Le ho ritrovate qualche settimana fa a Siracusa. Adesso le sciolgo dolcemente in bocca assaporando il loro gusto dolce e caramellato che ricorda il cioccolato. E nel frattempo scrivo schede.

Pupi e pupitte. Diciamolo: i souvenir tipici spesso sfiorano il kitsch. Da quando abito fuori dall’isola però, mi capita di guardarli con occhio diverso, sicuramente più indulgente. Così i “pupi” (i paladini di Carlo Magno insomma!) mi sono ultimamente piaciuti … e pure assai. Anche nella variante super-povera (non sto quindi parlando di quelli bellissimi, veri pezzi di artigianato) da pochi euro. E anche il carrettino siciliano (oh my god!! non sono io…) guardato bene bene ha un suo perché (ah ah).

Pesce, pesce, delle mie brame. Visto che il mare è sotto casa ne sto approfittando per fare scorpacciate di pesce fresco (pescato e non di allevamento). Nella finta-polaroid il pranzo di oggi (smile).

Metti una cassata a cena. Ecco non è proprio il mio dolce preferito, ma nella versione della pasticceria Pasubio (pubblicità! pubblicità! E non mi pagano nemmeno, anzi non ho neppure lo sconto!) di Catania non mi dispiace affatto. Chi passa in zona può fare l’acquisto con tranquillità.

Andar per pasticcerie.. può essere un duro lavoro (credetemi!) ma è anche l’occasione per rivedere-riscoprire alcune deliziose località dell’Etna. Come la piccola Santa Venerina, peraltro conosciuta per i distillati (rosolio) e per i dolci di mosto cotto, cotognata e mandorle della mitica pasticceria Russo.

E per oggi passo e chiudo!

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