Sabato, 28 maggio 2011

Catania, ore 17,30

Sono agli sgoccioli. Nel senso che sto quasi per rientrare nella grande Padania (sì, sì, quella – come dissi tempo fa – teorizzata da Borghezio che forse – perché no – arriva fin sotto la Toscana). Prima di levare le tende vi voglio lasciare qualche assaggio di Sicilia Orientale quella che amo di più (anche se in verità di posti ce ne sarebbero a decine..conto di colmare presto la lacuna) e che ieri per lavoro ho visitato da turista-non-per-caso. Le foto sono poche, però spero vi istighino a un viaggio in Sicilia! (#pubblicità progresso).

Da “animale marittimo” quale mi considero generalmente odio la campagna. Però la strada interna che si snoda da Ragusa a Noto, passando per la cava di Ispica, ieri era un concentrato di sicilianità pura che mi ha lasciata senza fiato: muretti a secco di pietra candida, ulivi centenari, papaveri rossi sparsi qua e là come chiazze di colore aggiunte da qualche romantico pittore impressionista..

al di là del muretto…

i fiori selvatici

Arrivata a Noto sono andata dal mio patissier di fiducia (lol). Il Caffè Sicilia di Corrado Assenza va gustato dal vivo per tutte le emozioni che sa dare, ma chi non c’è mai stato può leggere qualche recensione in giro su carta stampata o web (btw, mi pubblicizzo da sola: qualcuno ha per caso sotto mano la Guida Bar d’Italia 2011 del Gambero Rosso? Ecco se volete sapere come la penso leggete la sua/mia scheda a pag.303!!!! superLOL).

Noto: volute di pietra

 

Noto: ditelo con un fiore….

Noto: merletti di ferro battuto e terrazzini

Caffè Sicilia. La gianduja secondo Corrado Assenza

Caffè Sicilia. AperitiviAMO?

Caffè Sicilia. Sul corso al tramonto: sfoglie di riso

Last but not least. Uno sguardo al mare azzurro di Avola.

Un tuffo dove l’acqua è più bluuuu…uu.. (Avola)

…e poi giù fino al borgo marinaro di Marzamemi (ricordate il film Sud di Salvatores?). Le luci della vecchia tonnara e del paesino si riflettono sul mare mentre scende la sera.

L’Incantatrice. Marzamemi