Giovedì, 21 luglio 2011

ore 16,30

io: perché non andiamo al Clandestino una sera d’estate? 

il marito: bello, sì..

Passano due o forse tre anni e il progetto non va mai in porto.

Ieri

il marito: allora dove andiamo a cena? Senigallia?

io: no, no.. finalmente al Clandestino!

Passano due ore e un quarto e siamo nell’incantevole baia di Portonovo.

Percorriamo un sentiero di ghiaia bianca, immerso nel verde del parco del Conero, man mano che ci avviciniamo sento chiaro il rumore della risacca. E il profumo del mare. Svoltato l’angolo la baia è davanti ai nostri occhi: piccola, incastonata tra le rocce. Una meraviglia! Il mare al tramonto ha colori pastello che si stagliano contro il rosa del cielo e tutto intorno è luminosamente bianco.

Spesso andiamo alla ricerca spasmodica di luoghi esotici senza sapere che magari sono – quasi – dietro l’angolo. Un chiosco blu-azzurro che si sporge sul mare, quasi ad accarezzarlo e niente altro. Il Clandestino susci bar di Moreno Cedroni è tutto qui. Intorno la quiete e il profumo della macchia mediterranea, fichi, lavanda, ginestre. E’ ora di cena, ma ci lasciamo ammaliare da un aperitivo in riva al mare.

Mojito analcolico, un bicchiere di vino bianco, un sacchetto di pane e una scatoletta della celebre “simmenthal di pesce”, una bontà di pesce in gelatina con un tocco piccante divino, mentre il tramonto si fa più intenso e una luce azzurra ci investe con il suo tono delicato (trasformando il bianco in celeste!).

A malincuore abbandoniamo la nostra postazione sul mare! Ma il locale, dentro, è altrettanto suggestivo. Legno, luci colorate soffuse, sedie bianche, il mare blu al posto di qualsiasi muro..quadro.. ornamento…atmosfera di totale relax e informalità, tra jeans, ballerine e t-shirt a righe, anche se qualche signorina/signora azzarda un praticissimo tacco 12 con plateau (perfetto per la ghiaia e la sabbia, aggiungo) e vestitino super-fasciante-strizzante pur di fare la sua figura.. (?!)

Perché *Clandestino*? Leggo dall’omonima canzone di Manu Chao. Moreno Cedroni ne è chef e patron, il re del “susci” all’italiana che ama il mare e lo mette in tavola lasciando intatti tutti i suoi sapori, usando cotture minimaliste, giochi, rivisitazioni secondo un registro ironico e libero. Scegliamo “Susci selvaggio” un menu ispirato all’ultima cena fatta da Cedroni al El Bulli di Ferran Adrià. Una sequenza di piatti-assaggi che sposano pesce+selvaggina=stesse consistenze.

Creatività allo stato puro, piatti che a leggerli sembrano quasi una follia, ingredienti che nessuno di noi avrebbe anche solo lontanamente immaginato di abbinare, ma che in bocca hanno un’armonia pazzesca, un’esplosione di gusti noti e sconosciuti che si intrecciano senza limiti e ti fanno venire voglia di mangiarne ancora e ancora.. Un menu che a mio avviso va gustato con i sensi più che con la mente, mentre ci si lascia trasportare da imprevedibili emozioni.

La cena è un vero e proprio gioco in cui nulla è scontato. (vi passo le foto solo di alcuni dei piatti! il menu degustazione è di 7 portate)

la piña colada, lo zucchero filato si tuffa nel bicchiere..poi si mescola tutto!

uno dei piatti che mi è piaciuto di più per sapori e consistenze:

quaglia & tonno, tataki, salsa di finocchio, arancia confit, olive nere, finocchio e carote

semplicemente divino: lepre e baccalà, brodo leggero di lampone e sedano

il dessert da sballo: gelato al mastice e cardamomo, terra di cioccolato di yogurt e mandorle, tè lapsang

Io me ne sono innamorata. E spero di tornarci ancora.

Clandestino – baia di Portonovo, Ancona.

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