Martedì, 23 agosto 2011

ore 9,00

“A Saint Tropez la gente si chiede perché, tu balli il twist portando un vestito in lamééééé…” (ritornello)

Non ho certo l’età per essere una fan di Peppino di Capri, ma questa canzone sta proprio a pennello a..St.Tropez!

Se qualcuno è mai stato in Costa Azzurra e mastica un pò di francese avrà certo avuto modo di sfogliare le pagine di Nice Matin il quotidiano indispensabile per sapere tutto ciò che accade in zona (LOL): per intenderci.. a partire da dove ha fatto shopping Paris Hilton con la sorella Nikki, fino a Pierre Casiraghi che è sceso con gli amici in una delle tante spiagge super-mega-esclusive; dalla nuova gelateria self-service aperta nella Vieux Nice, all’approdo della catena americana Subway con i suoi panini-pseudo-salutistici (e lo confesso ne ho mangiato uno!!!!! aaaaah). Tutto questo per dirvi che su Nice Matin c’è uno speciale gossip estate che immancabilmente – ogni giorno – racconta di qualcuno/qualcosa a St. Trop’.

Vuoi per l’effetto Nice Matin, vuoi per la curiosità e la voglia di una gita fuoriporta siamo arrivati nella località più glam (come dicono) della Riviera dove l’imperativo è essere-sexy -perfettine e con la borsa griffata anche alle 3 del pomeriggio, soprattutto se si passeggia in copricostume o si fa un giro al porto (il tacco è d’obbligo!? chissà).

L’approccio comunque, almeno nel periodo di agosto, è un pò traumatico. Code chilometriche, ben prima di entrare in paese, in cui ci si può armare di pazienza o andare a fare un giro – nel frattempo e nella speranza che si dissolvano come per incanto – (come noi) nei paesini vicini.

Arrivati finalmente al parcheggio multipiano, catapultati direttamente in centro storico (e devo dire che a me questa organizzazione tutta francese non dispiace affatto!) si entra in un vortice-buco-nero fatto di negozi e boutique di lusso che attirano lo sguardo distogliendolo da tutto il resto di bello (e non) che è intorno. L’imperativo qui sembra essere comprare nonostante molti degli articoli proposti non siano a buon mercato. Ma dato che le vetrine di Vuitton e Chanel invadono il mondo, meglio concentrare l’attenzione su ciò che rimane (poco, mi è parso) di artigianale/alias/originale/locale: i classici sandales tropeziennes! Fatti a mano, pezzo per pezzo e con la suola di cuoio. Semplicissimi. Come quelli della famosa maison Rondini in attività dal 1927.

Presi dalla golosità si può osare-tentare l’avvicinamento alle vetrine de “La Tarte Tropézienne” la boulangerie in cui è stata inventata l’omonima torta. Orde di turisti si bloccano ogni secondo davanti alle altissime fette di brioche farcite con crema pasticciera guardandole con aria amletica per diversi minuti come a dire entro/non entro? – la compro/non la compro? (ma in fondo è solo una brioche!! hahha). La ricetta è opera del pasticciere polacco Alexandre Micka che, trasferitosi in città, nel 1955 la fece assaggiare al cast del film “E Dio creò la donna” di Roger Vadim e alla mitica Brigitte Bardot. La porzione standard è decisamente abbondante, molto soffice e soprattutto dolcissima (in più ha anche la granella di zucchero sopra!), buona ma un pò stucchevole per i miei gusti. Più affabili le mini tarte ovvero le baby trop: il giusto compromesso tra peccato e gola.

La vera anima di Saint Trop però, da quello che ho visto, si mostra solo con il pomeriggio inoltrato e più che mai al calar della sera quando quello che era in origine un piccolo caratteristico villaggio di pescatori della costa tra Nizza e Marsiglia, svuotatosi dai turisti mordiefuggi-maniaci-dello-shopping, mostra allo sguardo tanti piccoli particolari e immagini che sembrano usciti dalla tela di un pittore. Ben distanti dalla Saint Tropez chiassosa, sfacciata e forse un pò volgarotta, dominata da enormi yacht che soffocano il porto e animata dall’ostentazione-a-tutti-i-costi.

Spunta un ramo di bouganvillea che spruzza di fucsia un muro chiaro.

Un normalissimo ombrellone a righe su un balconcino in riva al mare.

Una finestra decorata con fili di pesci di latta.

Due amiche al porto intente a sfogliare una guida.

Le barche che si riflettono sul mare appena increspato dal vento.

Scesa la sera, tutto assume un tono insolito, non visto. Gli angoli, da caratteristici si fanno romantici. Il tramonto diffonde una morbida luce rosa che porta con sé una quiete inattesa. Le stradine si svuotano all’improvviso. E c’è ancora tempo per cenare a uno dei tanti piccoli adorabili bistrot nella parte alta del villaggio, prima che i nottambuli in cerca di serate vip invadano nuovamente i vicoli .. con i loro vestiti in lamé.

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