Jamie Magazineore 21,30

Ecco, lo ammetto. Alla fine mi sono portata a casa Jamie Oliver. Naturalmente non il biondino chef in carne e ossa (che fisicamente non è proprio il mio tipo) ma la versione italiana della sua rivista di gastronomia “Jamie” il magazine di cucina “facile e divertente”. Ho pensato, visto che la sua cucina attinge a piene mani da quella mediterranea e in particolare italiana, vuoi vedere che Jamie viene a insegnarci i segreti delle “casarecce al coniglio”??? Perché lo confesso, non mi rassicura leggere nel menu del suo ristorante Jamie’s Italian che c’è l’origano nella pasta alla Norma, il pangrattato alle erbe sulle tagliatelle alla bolognese e ci sono i porri nella carbonara (ma son gusti british-izzati, I know).

E invece no. Mi sbagliavo. Se nella versione inglese della rivista (e se non ricordo male) molte ricette sono tricolori, in quella italiana c’è molto cibo etnico. Forse troppo. Magari avrei preferito più cibo anglosassone di qualità. Non ho ancora capito perciò se mi piace oppure no e per questo, dopo averla letta e sfogliata, vi racconto le prime impressioni.

La rivista, parlando di foto, è probabilmente tra le più belle viste negli ultimi tempi qui in Italia. Gli scatti sono in linea con quello stile shabby-chic che spopola planetariamente e vede protagoniste tavole di legno scrostate come sfondi, piastrelline e piatti dai decori etnici, ciotole da consommé, posate vintage, piatti sbeccati e tutto quanto fa un po’ sciupato (ad arte) dal tempo. L’effetto vagamente fanée mi sembra perfettamente riuscito. La carta poi affascina parecchio: ottenuta (da quanto ho letto) da foreste gestite in modo sostenibile è piacevolmente opaca, ruvida e al tempo stesso satinata, un po’ come un arancino dalla crosta croccante che nasconde un ripieno di riso vellutato (passatemi il paragone siculo ;)))

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Vado ai contenuti. Il primo numero in edicola è dedicato alla “Pasqua e primavera” come dice lo strillo pink-ish in copertina. Immancabile sulle tavole “L’agnello delle meraviglie di Jamie” dove il cuoco – tradotto in italiano – ci racconta alcune delle sue ricette preferite che vanno dalla feijoada brasiliana con le merguez (salsicce nordafricane speziate) al carré d’agnello con patate Maris Piper per chiudere con il curry d’agnello. Mah. Sfido chiunque a servire ai parenti – il giorno di Pasqua – un piatto di esotico curry!! Probabilmente l’argomento non sembrava del tutto esaustivo perché dopo qualche pagina arriva anche “La capra dello chef” con le ricette a base di capra e capretto dello chef Giorgio Locatelli. A consolare i vegetariani e quelli (come me) che non amano capretti e agnelli nel piatto alcune ricette a base di cipolle che pescano qua e là dalla Francia (socca nizzarda, tarte tatin) e alcune proposte vegan (torta di mele rovesciata).

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Alcune ricette hanno titoli improbabili come “Gli anelli di cipolla più buoni del mondo” e il “Cosciotto d’agnello con un sughetto straordinario” che sembrano usciti da un romanzo (Jamie come Willy Wonka?) per minorenni! Diametralmente di tono opposto (dal baby all’hard, il salto è breve) le frasi impresse su alcune foto: “fatevi sotto” e “caldo e appagante” sembrano perfette per accendere l’atmosfera di un porno-soft gastronomico!

Il magazine si chiude con un paio di “itinerari di gusto” dove “Movida a Montisi” fa a pugni con la grammatica (riporto fedelmente: un architetto Americana; un’eccellente base dal quale partire; ciò che rendono suggestive e caratteristiche è il modo).

Parte del giornale è imbrigliata in una sequenza di virgole messe a caso, concordanze fantasiose, punti interrogativi mancanti, ripetizioni, in una grammatica italiana ritagliata da… Edward mani di forbice!

Per il resto se riuscite a trovare il crescione, please, fatemelo sapere! ;)))

Jamie, cucina facile e divertente – mensile – maggio 2014 – €3,90.