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Volevo fare lo chef

soul & food stories

Soul Soup: crema di carote, zenzero e mandorle

crema carote_zenzero_mandorle carrot_ginger_almond_soupore 17,30

I giorni di pioggia sembrano volati via come foglie al passaggio del vento.

Percorro con la bici la strada di sempre, fendendo in velocità l’aria insolitamente tiepida. Alzo gli occhi: il balcone sulla sinistra al primo piano è ancora fiorito; fermo alla portafinestra sulla destra c’è il solito piccolo cane che osserva curioso i passanti oltre il vetro opaco.

I colori dell’autunno cadono in una ciotola: arancio, giallo, marrone. Si mescolano con zenzero pungente e dolce carota sotto il segno croccante delle mandorle.

Scendo dalla bici. Salgo di corsa le scale. Il tepore di casa mi avvolge. Una ciotola di crema mi abbraccia e coccola mentre fuori gli alberi lentamente si fanno color ocra e scende il buio. Soul food, soul soup.

crema carote_zenzero_mandorle carrot_ginger_almond_soup

crema carote_zenzero_mandorle carrot_ginger_almond_soup

Crema di carote, zenzero e mandorle

per 2-3 persone

carote (bio) | 300g

patata | 1 media (circa 200g)

scalogno, affettato | 1/2

zenero fresco* | 1 pezzetto (1/2 cm circa)

mandorle, bio, non pelate | 40g

acqua qb (oppure brodo vegetale)

Versate un filo d’olio in una casseruola e stufate lo scalogno con lo zenzero fresco sbucciato e tagliato a fettine, le carote tagliate a pezzi (ho lasciato la buccia) e la patata sbucciata e tagliata a dadini. Dopo 2-3 minuti coprite a filo con acqua, unite le mandorle non pelate, aggiustate di sale e lasciate cuocere fino a quando le verdure saranno tenere. Riducete il tutto in crema con un frullatore a immersione, unite un filo d’olio extravergine d’oliva, aggiustate di sale se necessario, e servite la crema con scaglie di mandorle.

*se non trovate lo zenzero fresco usate quello in polvere e regolate la quantità secondo i vostri gusti :))

English Please!!!

Rainy days seem to have flown away like leaves in the wind passage.

I ride the bike, always the same street, cutting the unusually warm air. I look up: the balcony on the left, on the first floor, is still blooming; stopped at the door on the right side there’s the small dog looking curious through the opaque window glass.

The colors of fall in a bowl: orange, yellow, brown. Mingle with pungent ginger and sweet carrot under the sign of crunchy almonds.

I get off the bike. I climb the stairs. The warmth of home surrounds me. A bowl of warm soup hugs me and cuddle while the trees slowly become ochre and darkness falls. Soul food, soul soup.

Crema di carote, zenzero e mandorleCarrot, ginger and raw almond soup

Ingredients: carrots, organic 10.5 oz (300g) | potato, organic 1 medium (about 7 oz; 200g) | scallions, sliced  1/2 | fresh ginger 1 small piece (1/4 inch or more; about 1/2 cm; ) | almonds, organic, unpeeled 1.4 oz (40g) | water (or vegetable broth) as needed. Serves 2.

Pour a little extra virgin olive oil in a saucepan and fry the fresh ginger, peeled and cut into slices, with the carrots cut into pieces (peel on) and the potato, peeled and cut into cubes. After 2-3 minutes cover with water, add the unpeeled almonds, salt to taste and simmer – with the lid – until the vegetables are tender. Reduce the vegggies in a smooth cream with a hand blender, drizzle with extra virgin olive oil, season with salt if necessary, and serve the soup hot decorated with almond flakes.

crema carote_zenzero_mandorle carrot_ginger_almond_soup

 

 

 

 

 

Made in Sud: orecchiette, cozze e crema di broccoli

orecchiette cozze e broccoli

ore 18,00

Un viaggio dalla Sicilia all’Emilia, via Puglia.

Il mare che scorre accanto come una raffica di diapositive su un telo celeste: turchese, blu, ancora blu, verde.

Un vassoio di orecchiette fatte a mano trasportato con la cura che si riserva solo ai cristalli ricevuti in regalo per le nozze, prezioso bottino di una mattina di fine estate a Bari, tra pasticciotti alla crema e una tazzina di caffè bollente.

La stagione dei broccoletti è ufficialmente aperta. Cozze a volontà. Peperoncino infuocato. Olio d’oliva che sa di cacao e terra, sapori di casa. I colori del mio sud. Amo sognare con la forchetta in mano…

orecchiette cozze e broccoli

orecchiette cozze e broccoli

Orecchiette pugliesi alle cozze e crema di broccoletti

per circa 4 persone

Fate la crema: prendete un mazzo di broccoletti (circa 300g) puliteli e tuffateli in acqua salata bollente fino a quando saranno teneri. Scolateli e tenete da parte l’acqua di cottura. Frullate i broccoletti (volendo potete conservare qualche cimetta intera per il sugo) con una generosa dose di olio extr. d’oliva, un pizzico di sale e qualche cucchiaio d’acqua di cottura. Mettete da parte.

Preparate le cozze: in un tegame versate un filo d’olio d’oliva, 1 spicchio d’aglio schiacciato e 1 kg di cozze pulite. Quando le cozze si aprono toglietele dai gusci (potete tenerne da parte qualcuno per la decorazione) e filtrate l’acqua ottenuta. Mettete sul fornello una padella con 1/2 scalogno tritato e 1 spicchio d’aglio schiacciato, aggiungete un filo d’olio e fate leggermente stufare, diluite con un pò dell’acqua delle cozze e aggiungete 3-4 pistilli di zafferano. Quando lo scalogno è tenero unite le cozze e qualche broccoletto.

Cuocete la pasta e impiattate: cuocete circa 240g di orecchiette pugliesi fresche nell’acqua di cottura dei broccoletti, scolatele al dente e unitele al sugo di cozze saltandole per qualche minuto in padella. Distribuite 1-2 cucchiai di crema di broccoletti sul fondo dei piatti, mettetevi sopra le orecchiette e qualche cozza, ultimate con peperoncino in polvere e un filo d’olio, se vi piace aggiungete una manciata di prezzemolo tritato.

English Please!!!

A journey from Sicily to Emilia, via Puglia.

The sea rushing from the car window like slides on a light blue cloth: turquoise, blue, even blue, green.

A tray of handmade orecchiette transported with the care that you reserve for the crystals, precious booty of a late-summer morning in Bari, strolling around with pasticciotti cream and a cup of hot espresso.

The broccoli season is officially open. Mussels at will. Fiery chilli. Olive oil that tastes of cocoa and earth, flavors of home. The colors of my south. I love to dream with a fork in hand

Orecchiette pugliesi alle cozze e crema di broccoletti (Orecchiette pasta with mussels and broccoli cream)

Makes about 4 servings. for about 4 people

Make the broccoli cream: take a bunch of broccoli (about 10.6 oz; 300g) clean them and plunge into boiling salted water until they’re tender. Drain and set aside, keep the cooking water. Puree the broccoli (you can take some whole for decoration) with a generous dose of extra virgin olive oil, a pinch of salt and a few tablespoons of the cooking water. Keep it aside.

Prepare the cozze: in a pan, pour a little olive oil, 1 clove of crushed garlic and 1 kg of cleaned mussels. When the mussels are opened remove them from the shells (you can take some for decoration) and filtered the water obtained. Put a pan on the stove with 1/2 chopped shallot and 1 clove of crushed garlic, add a little olive oil and let simmer gently, diluted with a little water of the mussels. Dont’ add any salt, because the sauce will be quite savoury thanks to the mussels “water”. Add 3-4 saffron pistils. When the shallot is tender add the mussels and some broccoli.

Cook the pasta and serve: cook about 8.4 oz (240g) of fresh handmade orecchiette al dente in the cooking water of broccoli, drain and add to the mussels sauce. Stir fry for a few minutes. Serve: Spread 1-2 tablespoons of broccoli cream on the bottom of the dishes, put on top the orecchiette and some mussels, finish with chili powder and a little olive oil and if you like a handful of chopped parsley. Enjoy!

orecchiette cozze e broccoli

5 cose da fare (in estate) nella “mia” Sicilia

sicilia#1

Andare alla scoperta dei piccoli paesini disseminati lungo la costa tra Catania e Siracusa (magari scendendo giù fino a Marzamemi e poi Punta Secca). Fare una sosta a Brucoli perché qui il tempo si cristallizza in un mare blu cobalto che riempie lo sguardo.

Explore the small villages along the coast between Catania and Siracusa (maybe dropping down to Marzamemi and then Punta Secca). Make a stop at Brucoli where the time is crystallized in a cobalt blue sea hard to forget.

sicilia_irizzari

sicilia_irizzari

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Processed with VSCOcam with f2 preset#2

Sedersi pieds dans l’eau a uno dei tavolini bianchi consumati dal mare e dalla salsedine del ristorante I Rizzari (a Brucoli). Pesce fresco, atmosfera siciliana e il blu tutto intorno. Una finestra sul mare per sognare che le vacanze siano infinite, come il cielo siculo, e assaporare la semplicità delle ricette locali (dal pesce grigliato condito con il classico salmoriglio e un tocco di semi di finocchio, alla frittura, alle bruschette con ricci di mare).

Sitting pieds dans l’eau at one of the white tables at I Rizzari restaurant (in Brucoli village). Fresh fish, Sicilian atmosphere and blue all around. A window on the sea to dream that the holidays are endless, as the sicilian sky, and enjoy the simplicity of Sicilian recipes (grilled fish with salmoriglio and fennel seeds, fried fish, bread crostini with sea urchin).

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Mangiare, a Catania, la granita con panna e “brioscia”. A colazione. A merenda. Quando vi pare. Non si può andar via dall’isola senza aver pucciato – almeno una volta – il tuppo (la sommità della brioscia) in voluttuose e ghiacciate onde di pistacchio, cioccolato o caffè mescolate a cremosa panna montata (nella foto, la granita del Caffè Europa).

Eating, in Catania, a glass of granita with whipped cream and brioche. At breakfast. As a snack. When you want. You can’t leave the island without having – at least once the tuppo of the brioche (its rounded top) in some voluptuous and icy waves of pistachio, chocolate or coffee mixed with velvety whipped cream (in the pic, Caffè Europa’s granita).

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Affondare il cucchiaino nel gelo di anguria. Un dolce-non dolce che è l’essenza dell’isola fatta gelatina. Fresco e delicato è probabilmente meno conosciuto di altri dessert tipici ma è perfetto quando il sole vi abbaglia (devo dirvelo, cannoli e cassate i siciliani d’estate non li mangiano, lol lol). Se invece arrivate in inverno, andate alla ricerca di quello profumato con cannella, limone o mandorla. Il rischio è di non poterne più fare a meno (e se vi ha incuriositi e cercate la ricetta la trovate qui).

Sinking the spoon in some gelo di anguria (watermelon jelly). A simple dessert thats the essence of the island made as ​​jelly. Fresh and delicate is probably less known than other typical dessert but perfect when the sun dazzles you (I gotta tell you, we usually don’t eat cannoli and cassata during summer). If you arrive in the winter, go in search of the gelo di cannella (with fragrant cinnamon), limone (lemon) or mandorla (with almond milk). The risk is to became addicetd to it.

door_sicilia

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Infine. Lasciarsi guidare dall’istinto e perdersi tra stradine e paesini poco noti (e meno turistici). Ci sarà sempre uno scorcio inatteso, un particolare, un colore sbiadito dal sole, un muretto di pietra, che resterà nel vostro cuore, come nel mio.

Be guided by instinct and get lost in streets and villages little-known (and less touristy). There will always be a glimpse of unexpected, a detail, a color faded by time and sun, that will remain in your hearts, as in my.

Piesse: chi mi segue anche su Instagram (sono insta-addicted!) avrà probabilmente già visto queste foto (scattate con iPhone) ma non ho resistito alla tentazione di condividerle anche sul blog. Merci.

Aromi di fine estate – Clafoutis aux mirabelles

clafoutis_mirabelleore 9,00

Ho passeggiato sotto un cielo azzurro macchiato di nuvole bianche. Il marché, il mercato, profumava d’estate. L’aria aveva il gusto della salsedine. Ho chiuso gli occhi per un attimo lasciando che i suoni, intorno a me, s’intrecciassero con gli odori. Ecco un mazzo di delicate dalie rosa appena raccolte. Una barchetta di framboises. Una vaschetta di olive nere. Una tenera piantina di lavanda. E un piccolo cestino di mirabelles, dolcissime, polpose, succose.

Le ho portate a casa con me quelle piccole susine dorate dal sole. Il mare ormai è lontano.

Il clafoutis mi ricorda quei giorni francesi. Semplici, morbidi, vellutati. Sospesi tra il turchese, le nuvole e l’estate.

clafoutis_mirabelle

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Clafoutis aux mirabelles, nocciole e grue di cacao

per una teglia da 22 cm circa

mirabelles (susine) | 400g circa

uova, bio | 3

farina 00 | 125g

zucchero | 100g

latte fresco | 300g

nocciole tostate e grue di cacao* qb

In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero fino ad avere un composto omogeneo, unite la farina e poi il latte. Lavate e snocciolate le mirabelles, tagliatele a metà e disponetele sul fondo di una teglia imburrata. Cospargetele a piacere con nocciole tritate grossolanamente e grue di cacao. Versate dolcemente il composto di uova e infornate il clafoutis a 180°C per circa 40-42 min. Ancora caldo cospargetelo con zucchero semolato. Servitelo a temperatura ambiente.

*grue di cacao = granella di fave di cacao tostate; potete sostituirle con qualcosa di croccante come pezzetti di cioccolato oppure di torrone.

English Please!!!

I walked under a sky spotted with white clouds like a cappuccino with milk foam. The marché (market) smelled of summer, the air had the taste of salt. I closed my eyes for a moment, letting the sounds – around me – wrap with the smells. Here is a bouquet of delicate pink dahlias. A small basket of framboises (raspberries). A bowl of black olives. A little lavender pot. And some mirabelles, small, plump, juicy.

I brought them home with me those little golden plums from the sun. The sea is far away now.

The french clafoutis reminds me of those days. Suspended between turquoise and summer.

Clafoutis aux mirabelles, nocciole e grue di cacao – Mirabelle plum clafoutis, hazelnuts and cocoa nibs

Ingredients: mirabelles (french yellow plums) approximately 1 pound (400g) |eggs organic, 3 | all purpose flour (italian 00 flour) 1 cup (125g) | caster sugar (organic) 1/2 cup (100g) | fresh milk, 1 cup 1/4 (300g) | roughly chopped toasted hazelnuts and cacao nibs*as you like. Serves 4.

Whisk the eggs with the sugar until you have a smooth mixture, add the flour and the milk. Wash and pit the Mirabelle plums, cut them in half and place on the bottom of a well greased baking dish. Sprinkle to taste with chopped toasted hazelnuts and cocoa nibs. Pour on top the egg mixture and bake the clafoutis at 180°C for about 40-42 min. Out of the oven sprinkle it with caster sugar. Serve at room temperature.

*cacao nibs = crushed cocoa beans; you can replace cacao nibs with something crunchy: chopped chocolate or crumbled torrone.

clafoutis_mirabelle

 

 

 

 

 

 

 

 

Stiamo freschi. Gazpacho.

gazpachoore 16,40

Qui si dice che l’estate arriverà. Forse.

Stiamo freschi.

Sì.

Con un bel gazpacho che tanto – al mercato – di pomodori e peperoni “estivi” ce ne sono a volontà.

Mi ricorda il gazpacho un’estate in Andalusia. Bicchieroni di zuppa fredda per combattere i quarantaduegradi-di-Siviglia che quelli sì sono vera estate (nostalgia canaglia!) mica questa forma ibrida di “fa-caldo-ma-piove-ma-poi-fa-di-nuovo-caldo” che ha preso residenza fissa qui al Nord. E quando sento che il profumo dei peperoni e del pomodoro diventa dolce al punto giusto so che è ora di frullare tutto. Frullo anche questa estate che, tanto, nel bicchiere, me la godo lo stesso!

gazpacho

gazpacho

gazpacho

Gazpacho (a modo mio)

per circa 1 litro di gazpacho

pomodori maturi, spellati e privati dei semi | 500g

pomodorini ciliegia, ben maturi | 6

cetriolo, sbucciato e privato dei semi | 1 grande

peperone verde | 3/4

peperone giallo | 1/4

mollica di pane raffermo* | 80g – 100g circa

aglio | 2 spicchi (o più se preferite un sapore intenso)

aceto di Jerez, sale e olio extravergine d’oliva qb

acqua fredda qb

per servire: ghiaccio, cubetti di cetriolo e peperone

Tagliate pomodori, pomodorini, cetriolo e peperoni a pezzi. Metteteli nel frullatore e aggiungete la mollica (ammollata e strizzata) e gli spicchi d’aglio schiacciati. Condite tutto con sale e qualche cucchiaio di olio e aceto. Cominciate a frullare unendo un pò d’acqua. Quando il gazpacho è ben omogeneo diluitelo a piacere con acqua fino ad avere la consistenza desiderata (più o meno liquida: dipende se volete berlo nel bicchiere o gustarlo con il cucchiaio in una ciotolina). Mettete il gazpacho in frigo per alcune ore prima di servirlo. Decoratelo con peperoni, cetriolo e un filo d’olio. Se vi piace aggiungete del ghiaccio.

*usate del pane di casa, tipo toscano; ammollate il pezzi di pane per qualche minuto in acqua, poi strizzateli e se la crosta non è troppo scura potete frullarla – come ho fatto io – con gli altri ingredienti.

English Please!!!

It says here that summer will come. Maybe.
Stay fresh.
Yes.
With a fresh gazpacho so the market is full of summery tomatoes and peppers. Gazpacho reminds me of a summer in Andalusia. Glasses of cold soup to fight the forty-two-Celsius-degrees-ofSeville, yes those are real summer (nostalgia canaglia!) not this hybrid form of “it’shot-but-rains-but-then-it’shot-again” that has taken up permanent residence here in the North. And when peppers and tomato are ripe at the right point it’s time to blend everything. Blend this summer too that, at least, I enjoy in the glass.
Gazpacho a modo mio (my way)
Ingredients: for about 1 liter = ripe tomatoes, peeled and deseeded 18 oz. (500g) | ripe cherry tomatoes, 6 | cucumber, peeled and deseeded, 1 large | green bell pepper, 3/4 | yellow bell pepper, 1/4 | mollica di pane raffermo (soft part of stale bread)* 3.5 oz (80g – 100g) | garlic, 2 cloves (or more for intense flavor) | sherry vinegar, salt and extra virgin olive oil to taste | cold water as needed. To serve: ice cubes, diced cucumber and bell pepper.
Cut tomatoes, cherry tomatoes, cucumber and peppers into pieces. Put them in a blender and add the mollica (bread) and crushed garlic. Season with salt and a few tablespoons of olive oil and vinegar. Begin to blend adding a little water. When the gazpacho is very smooth add more water until you have the desired consistency (more or less liquid: it depends if you want to drink it or eat it with a spoon in a bowl). Refrigerate the gazpacho for a few hours before serving. Serve with peppers, cucumber and a drizzle of olive oil. If you like, add some ice.
*use home-made bread, Tuscan style; soak the bread pieces in water for a few minutes then squeeze them, if the crust is not too dark you can blend it as I did with the other ingredients.
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Di nuovo in cucina. Torta di pistacchio di Bronte e composta di albicocche

torta di pistacchio_composta di albicoccheore 18,20

Piove, non piove. Cucino, non cucino. Scrivo, non scrivo.

Qui tutto è intermittente. Ma l’ottobre nascosto in questo luglio mi ha fatto venir voglia di comprare un mazzolino di fiori verdi da mettere accanto alla finestra e di prendere nuovamente in mano le pentole. Per cucinare cosa? Naturalmente un dolce! In compagnia delle gocce di pioggia che picchiano sui vetri ho acceso il forno e insieme abbiamo preparato questa torta semplicissima. Con lo scroscio impetuoso dell’acqua a far da sottofondo e l’ombra delle nuvole a oscurare la mia piccola cucina. E se fuori il tempo sembra quasi autunnale, tagliare le albicocche e sentire la loro solare fragranza mi ha confermato – machedavvero?!- che è ancora estate! lol.

torta di pistacchio_composta di albicocche

Torta di pistacchio e composta di albicocche

per la torta di pistacchio

uova, bio | 3

farina 00 | 70g

pistacchio di Bronte, finemente tritato | 35g

zucchero di canna | 100g

lievito per dolci | 1 cucchiaino

olio di semi | 50g

per la composta di albicocche: albicocche fresche (snocciolate e tagliate a dadini) circa 300g; 2-3 cucchiai zucchero di canna; 1/2 cucchiaino estratto naturale di vaniglia.

Per la torta: nella planetaria montate le uova con lo zucchero per circa 10-15 min. fino a quando saranno triplicate di volume, chiare e soffici. Setacciate per 3 volte la farina con il lievito e aggiungetela dolcemente al composto di uova (usate un cucchiaio di legno*), unite l’olio e il pistacchio. Dividete l’impasto tra 2 teglie** basse di circa 20 cm di diametro imburrate e infarinate (oppure usate una teglia unica). Infornate le torte a 180°C per circa 20 min. (la cottura varia da un forno all’altro, controllate sempre!). Sformate le due torte e lasciatele raffreddare su una gratella. Farcitele con la composta di albicocche e decorate con zucchero a velo.

Per la composta: mettete le albicocche tagliate, lo zucchero e la vaniglia in un pentolino a fuoco medio. Fate bollire per circa 15 min. o fino a quando la composta sarà densa ma i pezzetti di frutta ancora visibili (beh, non dovete fare una marmellata! lol).

*mescolate il composto di uova con il cucchiaio di legno piuttosto che con la planetaria in modo da non smontarlo :)))

**ho usato due teglie per sponge cake dotate di una sottile lama che ruota e permette di staccare facilmente la torta dal fondo!

 

English Please!!!

It rains, it doesn’t rain. I cook, I don’t cook. I write, I don’t write.

These days here everything is intermittently. But the “Octoberhidden in this bizarre July made me want to buy a bunch of green flowers and got me back again to pick up the pot. To cook whaaat? Obviously a cake! With the rain drops that slams on the window I turned on the oven and together we prepared this simple albicocca-pistacchio cake. With the sound of water as soundtrack and the shadow of the clouds to obscure my little kitchen. And if the weather outside seems quite autumn, when I cut the apricots their lovely sunny fragrance confirmed to me that – yes – it’s still summer!

Torta di pistacchio e composta di albicocche – Pistachio di Bronte cake and apricot compote

Ingredients: for the pistachio cake =  organic eggs, 3 | all purpose flour (italian 00 flour) 2.5 oz or 1/2 cup  (70g) | Sicilian Bronte pistachios, very finely chopped 1.25 oz or 1/4 cup (35g) | organic light cane sugar 3.60 oz or 1/2 cup (100g) | baking powder, 1 tsp | canola oil (I use peanut oil) 3 tblsp or about 1/4 cup or 2 fl. oz  (50g). For the apricot compote = fresh apricots (pitted and diced) about 2/3 pound (300g); 2-3 tbsp light cane sugar; 1/2 tsp pure vanilla extract.

Whisk the eggs with the sugar for about 10-15 min. until tripled in volume, light and fluffy. Sift the flour 3 times with the baking powder and add to egg mixture gently (use a wooden spoon), add the oil and pistacchio di Bronte. Divide the dough between two small round sponge cake tins 8 inches (20 cm) in diameter (or 1 tin lined with parchment paper). Bake the cakes at 180°C for about 20 min. (cooking time varies from one oven to another, always check!). Unmold the cakes and let them cool on a wire rack. Sandwich them with the composta di albicocche and decorate with icing sugar.

torta di pistacchio_composta di albicocche

torta di pistacchio_composta di albicocche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

New kitchen stories…coming soon…

Cucina Key

ore 15,00

Una nuova cucina e nuove storie prendono vita. Mancano ancora tante cose ma il piacere dei piccoli particolari che si aggiungono giorno dopo giorno mi fa sentire very happy!

Ho scelto linee pure e semplici perché mi rispecchiano. Il bianco e il grigio perla perché mi rilassano. La pietra naturale e il parquet di legno sbiancato perché mi piace sentire la “natura” mentre mi muovo a piedi nudi o accarezzo il piano di lavoro. Amo la lucentezza dell’acciaio e la praticità dell’induzione. E riempire i cassetti di posate e stampi per dolci. Amo le tazze e ciotoline colorate che mettono allegria solo a guardarle, le pentole di ghisa dove forse cucinerò ancora il boeuf bourguignonne di Julia Child (qui potete leggere la mia prima esperienza con la celebre ricetta ;))) e le scatole da tè rivestite di carta di riso giapponese con teneri fiori di sakura. Nuove storie arriveranno. Insieme alla luce che filtra dalla finestra e devo ancora imparare a conoscere. E non vedo l’ora.

Cucina Key

Cucina Key

Cucina Key

cucina_key-coll2

Cucina_key-coll

English Please!!!

A new kitchen and new kitchen stories come to life. There are still many things to do and buy, but the pleasure in small details added every day makes me feel sooo happy!

I chose pure lines and simplicity because they reflect what I am. The white and pearl grey because they relax me. The natural stone and wood parquet because I like to feel the “nature” as I move barefoot or I caress the work plan. I love the shiny steel and the induction. And fill the drawers with cutlery and cake pans. I love the colorful bowls and mugs that bring joy just to look at them, the cast iron pots where perhaps I’ll cook again Julia Child’s boeuf bourguignon and tea boxes coated with japanese rice paper with tender sakura flowers. New stories (and food) will come in the light that filters through the window. And I cannot wait! :)))

Cucina Key

 

 

 

Pomeriggio con Jamie

Jamie Magazineore 21,30

Ecco, lo ammetto. Alla fine mi sono portata a casa Jamie Oliver. Naturalmente non il biondino chef in carne e ossa (che fisicamente non è proprio il mio tipo) ma la versione italiana della sua rivista di gastronomia “Jamie” il magazine di cucina “facile e divertente”. Ho pensato, visto che la sua cucina attinge a piene mani da quella mediterranea e in particolare italiana, vuoi vedere che Jamie viene a insegnarci i segreti delle “casarecce al coniglio”??? Perché lo confesso, non mi rassicura leggere nel menu del suo ristorante Jamie’s Italian che c’è l’origano nella pasta alla Norma, il pangrattato alle erbe sulle tagliatelle alla bolognese e ci sono i porri nella carbonara (ma son gusti british-izzati, I know).

E invece no. Mi sbagliavo. Se nella versione inglese della rivista (e se non ricordo male) molte ricette sono tricolori, in quella italiana c’è molto cibo etnico. Forse troppo. Magari avrei preferito più cibo anglosassone di qualità. Non ho ancora capito perciò se mi piace oppure no e per questo, dopo averla letta e sfogliata, vi racconto le prime impressioni.

La rivista, parlando di foto, è probabilmente tra le più belle viste negli ultimi tempi qui in Italia. Gli scatti sono in linea con quello stile shabby-chic che spopola planetariamente e vede protagoniste tavole di legno scrostate come sfondi, piastrelline e piatti dai decori etnici, ciotole da consommé, posate vintage, piatti sbeccati e tutto quanto fa un po’ sciupato (ad arte) dal tempo. L’effetto vagamente fanée mi sembra perfettamente riuscito. La carta poi affascina parecchio: ottenuta (da quanto ho letto) da foreste gestite in modo sostenibile è piacevolmente opaca, ruvida e al tempo stesso satinata, un po’ come un arancino dalla crosta croccante che nasconde un ripieno di riso vellutato (passatemi il paragone siculo ;)))

Jamie_mag2Jamie Magazine

Vado ai contenuti. Il primo numero in edicola è dedicato alla “Pasqua e primavera” come dice lo strillo pink-ish in copertina. Immancabile sulle tavole “L’agnello delle meraviglie di Jamie” dove il cuoco – tradotto in italiano – ci racconta alcune delle sue ricette preferite che vanno dalla feijoada brasiliana con le merguez (salsicce nordafricane speziate) al carré d’agnello con patate Maris Piper per chiudere con il curry d’agnello. Mah. Sfido chiunque a servire ai parenti – il giorno di Pasqua – un piatto di esotico curry!! Probabilmente l’argomento non sembrava del tutto esaustivo perché dopo qualche pagina arriva anche “La capra dello chef” con le ricette a base di capra e capretto dello chef Giorgio Locatelli. A consolare i vegetariani e quelli (come me) che non amano capretti e agnelli nel piatto alcune ricette a base di cipolle che pescano qua e là dalla Francia (socca nizzarda, tarte tatin) e alcune proposte vegan (torta di mele rovesciata).

Jamie MagazineJamie Magazine

Alcune ricette hanno titoli improbabili come “Gli anelli di cipolla più buoni del mondo” e il “Cosciotto d’agnello con un sughetto straordinario” che sembrano usciti da un romanzo (Jamie come Willy Wonka?) per minorenni! Diametralmente di tono opposto (dal baby all’hard, il salto è breve) le frasi impresse su alcune foto: “fatevi sotto” e “caldo e appagante” sembrano perfette per accendere l’atmosfera di un porno-soft gastronomico!

Il magazine si chiude con un paio di “itinerari di gusto” dove “Movida a Montisi” fa a pugni con la grammatica (riporto fedelmente: un architetto Americana; un’eccellente base dal quale partire; ciò che rendono suggestive e caratteristiche è il modo).

Parte del giornale è imbrigliata in una sequenza di virgole messe a caso, concordanze fantasiose, punti interrogativi mancanti, ripetizioni, in una grammatica italiana ritagliata da… Edward mani di forbice!

Per il resto se riuscite a trovare il crescione, please, fatemelo sapere! ;)))

Jamie, cucina facile e divertente – mensile – maggio 2014 – €3,90.

Ma che freddo fa???

biscotti_burro_arachidiore 17,30

Lei: ma che freddo fa??? brrr brrr (stropicciandosi le mani infreddolite)

Lui: uhm, un pò… (con flemma nordica)

Lei: sembra autunno (tra il perplesso, l’incredulo e l’incavolato)

Lui: mah, giri per casa con la coperta? (con occhi spalancati)

Lei: fa freddo! (stringendo tra le braccia il plaid blu)

Lui: sembri Linus, sai i Peanuts…(con sguardo comprensivo)

Lei: mi sa che accendo il forno!! (impugnando un barattolo di burro di arachidi!)

E fu così che nacquero questi biscotti. In una giornata grigia e buia. Nuvole di uvetta, pioggia di semi di sesamo. E una coperta blu.

Biscotti al burro di arachidi, uvetta e semi di sesamo

per circa 30 biscottini

burro di arachidi, bio* | 140g

burro, a t. ambiente | 100g

farina 00 | 225g

zucchero di canna, bio | 140g

uova, bio | 2

lievito per dolci | 1 cucchiaino raso

uvetta | 3 cucchiai colmi

semi di sesamo | 2 cucchiai

zucchero di canna e semi di sesamo per decorare

Nella planetaria (o con le fruste elettriche) montate il burro con lo zucchero per alcuni minuti, fin quando diventa spumoso. Unite il burro di arachidi e mescolate ancora. Aggiungete le uova e la farina setacciata con il lievito. Infine aggiungete l’uvetta e i semi di sesamo. Mettete l’impasto a riposare in frigorifero per circa 1 ora. Poi, formate delle palline, poggiatele su una placca coperta con carta forno e schiacciatele leggermente con i rebbi di una forchetta. Spolverizzatele di zucchero di canna e semi di sesamo. Infornate i biscotti a 175°C per circa 10-12 minuti (tempo di cottura e temperatura variano in base al vostro forno!) o fino a quando leggermente dorati. Sfornateli e aspettate qualche minuto prima di spostarli a raffreddare su una gratella**.

*ho usato un burro di arachidi bio (questo) dolcificato con poco zucchero di canna. **questi biscotti risultano un pò morbidi all’interno, se li volete più croccanti cuoceteli per qualche minuto in più.

 

English Please!!!

She: it’s cold, isn’t it?? brrr brrr (rubbing her cold hands)

Him: uhm, a little..

She: it seems autumn (between perplexed, incredulous and pissed)

Him: oh well, do you go around the house with a blanket? (wide eyes)

She: it’s cold! (holding in her arms a blue blanket)

Him: you look like Linus, you know … the Peanuts (sympathetic look)

She: you know what? I’ll turn on the oven! (holding a jar of peanut butter!)

And so, that was how these cookies were born. In a dark and gray day. Clouds of raisins, sesame seed rain. And a blue blanket.

 

Biscotti al burro di arachidi, uvetta e sesamoPeanut butter cookies with raisins and sesame seeds

for about 30 biscuits

Peanut butter (smooth), organic 5 oz. (140g) | butter, at room temperature 3,6 oz. (100g) | organic italian flour 00 (or all purpose flour) 8 oz. (225g) | organic light cane sugar 5 oz. (140g) | organic eggs, 2 | baking powder, 1 tsp | dried raisins, 3 heaping tbsp | sesame seeds, 2 tbsp | light cane sugar and sesame seeds to decorate. (Makes about 30 cookies).

Beat butter and sugar for a few minutes until creamy. Add the peanut butter and mix. Add the eggs and flour sifted with baking powder. Finally add the raisins and sesame seeds. Refrigerate the dough for about 1 hour. Then roll into small balls and place them on a baking sheet lined with parchment paper, lightly mash with a fork. Sprinklesome cane sugar and sesame seeds on top. Bake at 175°C for about 10-12 minutes (cooking time and temperature depends on your oven) or until lightly golden. Wait a few minutes before moving the cookies to cool on a wire rack*.

*these biscotti are a little chewy inside, if you like them quite crunchy bake for a few more minutes.

biscotti_burro-arachidi-coll

biscotti al burro di arachidi

 

 

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