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Volevo fare lo chef

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Come una coccola: crema di topinambur all’aneto

Venerdì, 2 novembre 2012

ore 21,00

Oggi ho indossato un maglione di lana azzurro come il mare, ho legato i capelli in una coda di cavallo e passeggiato sotto le foglie ingiallite. Ho lasciato che un insolito e tiepido sole novembrino accarezzasse il mio viso.

Ho trascorso il pomeriggio in cucina. Matcha, crema di marroni, cioccolato fondente e scaglie di cocco caramellate. Per coccolarmi ho fatto una crema salata. Odore di topinambur e di aneto. L’incantesimo di due sapori che si uniscono, vibranti, insoliti.

Crema di topinambur all’aneto

per 2-3 persone

topinambur | 500g

patate | 1 piccola

cipolla o porro, tritati | 2 cucchiai

brodo vegetale | qb

panna fresca | qb

aneto fresco | qualche fogliolina

succo di limone | una spruzzata

sale e pepe nero

Lavate, pelate e tagliate a pezzi la patata e i topinambur (quest’ultimi spruzzateli con succo di limone). Fate stufare la cipolla in un filo d’olio extravergine d’oliva, unite i topinambur e la patata. Fate insaporire per qualche minuto, poi coprite a filo con il brodo. Fate sobbollire fino a quando le verdure sono tenere. Frullate, aggiungete qualche cucchiaiata di panna e qualche fogliolina d’aneto. Versate la crema in ciotole, decorate con un filo di panna, un giro d’olio, pepe nero e altre foglioline d’aneto. Gustatela calda e servitela con pane tostato, oppure con mazzancolle al vapore.

(Jerusalem artichoke and dill creamy soup)

Today I wore a sky-blue sweater, tied my hair into a ponytail, walked under the yellow trees. The unusual november sun was a caress on my face. I cooked all the afternoon. Matcha tea, vanilla chestnut, dark chocolate, toasted coconut. And a savoury soup. Smell of jerusalem artichokes and dill. The spell of two vibrant, earthy tastes.

Wash, peel and chop 500g of jerusalem artichokes, drizzle with a little lemon juice. In a saucepan, fry 2 tbsp of finely chopped onion or leek, add the jerusalem artichokes and 1 small peeled and chopped potato. Cover with vegetable stock. Cook until the veggies are tender, then wizz with a stick blender. Add some tbsp of fresh cream, some finely chopped dill leaves and season to taste. Pour the soup into bowls. Drizzle with extravirgin oilve oil, a swirl of cream, garnish with dill leaves and black pepper. Serve the soup hot with toasted bread and steamed prawns. Serves 2.

*Spanakotiropita* aka la sfoglia venuta dalla Grecia

Sabato, 27 marzo 2010

ore 10,00

Sono tanti i cibi che nella mia mente vengono associati alla Grecia. La spanakotiropita è uno di questi. Un involucro salato di sfoglie leggerissime e croccanti che nascondono un ripieno morbido di spinaci freschi (spanàki) e formaggio (tirì) feta. Ricordo che la mangiavo spesso come snack, all’ora di pranzo, quando mi trovavo nel piccolo villaggio cretese di Màtala. Lì, quando il sole si alza e il caldo infiamma l’aria, le alternative sono poche: sedersi al tavolo di una taverna, dalle tovaglie di carta, con i piedi nella sabbia e lo sguardo perso nell’azzurro del mare; oppure fare un passaggio veloce dal panettiere per una sfoglia take-away da sgranocchiare all’ombra, guardando il viavai dei turisti inglesi e tedeschi in havaianas e costume da bagno.

Il sapore unico della spanakotiropita è nel connubio aneto-spinaci-noce moscata che è delicato e profumato, mentre la sapidità del formaggio feta ottenuto da latte misto di capra e pecora, stempera il tutto in un arcobaleno dolce-salato-acidulo che sembra quasi “il cibo perfetto” delle giornate estive. La pasta fillo andrebbe solitamente spennellata con del burro fuso, ma visto che avevo voglia di una versione più leggera ho usato soltanto dell’olio.

*Spanakotiropita* (torta greca di spinaci e formaggio)

per 4 tortine di 12 cm di diametro

1 confezione di pasta fillo, surgelata (500g)

450-500g spinaci freschi

150g formaggio feta

150g cipollotti

6 cucchiai di latte

1 uovo

qualche manciata di aneto (fresco o secco)

sale, pepe e noce moscata

olio extravergine d’oliva

Pulite e lavate gli spinaci. Asciugateli bene. Tritateli non troppo finemente e conditeli con qualche pizzico di sale. Lasciateli riposare per qualche minuto in uno scolapasta. Nel frattempo tritate cipollotti e aneto, sbriciolate la feta. Strizzate gli spinaci con le mani, eliminando tutta l’acqua che si è formata.

Versate gli spinaci in una terrina, mescolateli con i cipollotti, la feta e l’aneto. Conditeli con qualche cucchiaio di olio, pepe e una grattatina di noce moscata, aggiungete l’uovo sbattuto e il latte.

Spennellate ciascun foglio di pasta fillo con dell’olio (per avere un sapore più neutro ho usato olio di semi, ma quello d’oliva è perfetto). Disponete le sfoglie unte nelle tegliette stendendone un pò più della metà sul fondo (riservandone 2-3 per la copertura). Versate l’impasto di formaggio e spinaci, poi chiudete le tortine con le sfoglie rimaste (non dimenticatevi di ungerle bene). Per chiuderle potete ripiegare la pasta eccedente verso l’interno o l’esterno delle spanakotiropite (oppure eliminare parte della sfoglia in eccesso con una forbice). Spennellate bene le tortine con altro olio e infornatele a 170°-180°C per 1 ora circa.

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