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Volevo fare lo chef

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Arriva l’estate? *Gaspacho* di carote e arancia

Venerdì, 30 aprile 2010

ore 11,20

Il sole che scalda la pelle, il piacere di andare in bici sentendo l’aria tiepida che accarezza il viso, le giornate che all’improvviso diventano lunghissime. Ecco, con tutti questi pensieri nella mente, mi sono già sintonizzata sul canale “estate”. Troppo presto? Forse. Ma da queste parti le ragazze hanno già inaugurato il look non-so-come-vestirmi alias odio-le-mezze-stagioni con t-shirt a maniche corte abbinate a invernali stivali di pelle. Qualcuna ha osato temerariamente shorts e infradito, altre hanno messo il maglione di cotone e le ballerine. Questo non-stile primaverile mi ha fatto tornare in mente alcuni originali look australiani (ancora con questa Australia??! basta!!) davvero degni di nota in cui gli stivali o il colbacco di pelo di Ieti (!! LOL) si abbinano a leggeri abitini per trascorrere la giornata in spiaggia (come la mitica Bondi, si legge Bondai). Il fatto è che in agosto a Sydney è inverno con temperature molto miti di mattina e basse di sera, mentre nel Queensland è una sorta di estate freschina o rovente (dipende dai momenti).

Tornando alla cucina.. L’anno scorso ho comprato un librettino in francese edito dalla Solar sul “Gaspacho” una zuppa fredda di verdure crude, tradizionale della cucina spagnola o meglio andalusa, molto liquida, solitamente a base di pomodoro, servita spesso in un bicchiere alto con ghiaccio. Da questo utilissimo libretto ho carpito una ricetta golosa e insolita che risponde appieno alla mia voglia di cibi freschi e leggermente aciduli. Carote e arancia: matrimonio quasi perfetto e bilanciato. Dolce e aspro che si sposano con un velo di aceto per una sensazione di leggerezza immediata. Naturalmente l’ho un pò sistemata secondo i miei gusti. Voi potete fare lo stesso.

Gaspacho di carote e arancia

(ricetta adattata da “Gaspachos” Edizioni Solar)

300g carote

15cl succo d’arancia fresco

2cl olio di nocciola (oppure olio di semi)

15g mollica di pane bianco, rafferma e senza crosta

1,5 cucchiai di aceto di vino bianco

sale e pepe bianco

acqua minerale q.b.

Lavate e pelate le carote, tagliatele a cubetti. Fatele cuocere per 5 minuti al vapore oppure nel microonde. Lasciatele raffreddare. Nel frattempo tagliate la mollica di pane a cubetti e imbevetela d’aceto. Mescolatela con le carote raffreddate. Aggiustate di sale e pepe e mettete in frigo a macerare, in un contenitore chiuso, per 1 notte.

Il giorno dopo mettete le carote nel frullatore. Unite il succo d’arancia e l’olio di nocciole. Frullate bene il tutto aggiungendo abbastanza acqua minerale da ottenere una zuppa piuttosto liquida (regolatevi, però, secondo i vostri gusti).

Versate il gaspacho in bicchierini e mettete in frigo fino al momento di servire. Se vi va, decoratelo con foglie di menta e accompagnatelo con pane tostato, crackers, grissini o tartine.

P.s.: secondo il marito l’olio di nocciola conferisce al tutto un gusto troppo “invernale”. Il suo suggerimento? Eliminarlo e aggiungere un pizzico di zenzero tritato fresco!!!



C’era una volta un mango…

Giovedì, 25 marzo 2010

ore 17,00

Il mango era lì, nella fruttiera nera, da diversi giorni ormai. Stretto tra le arance siciliane e le mele del Trentino aveva l’aria carica di sfida, di chi non voleva saperne più di stare a maturare in quel caos frutticolo apparentemente ordinato. Se avesse potuto parlare, sono certa, mi avrebbe lanciato improperi di tutti i tipi. La sua buccia era mutata da verde brillante a giallino puntinato di verdino, una chiazzatura diligente che mi fa venire in mente i quadri di Georges Seurat. L’avevo comprato la settimana scorsa con l’idea di utilizzarlo per fare qualcosa di fresco. Poi è rimasto in stand-by.

A quel punto cosa potevo fare? Rientrata a casa poco prima di pranzo lui era ancora lì.. a guardarmi?! Così, invece di pensare a sfamare il marito.. l’ho affrontato. L’ho guardato con aria altrettanto aggressiva e gli ho detto “Adesso tocca a te!” (perdonatemi se vi racconto che parlo con un..ehum..mango?! hahaaaha). Il risultato? Un sorbetto-che-non-è-sorbetto, è un pò gelato ma non ha la panna: ecco ce l’ho fatta a spiegarlo? pppfiuuu!

La ricetta mixa mango e succo d’arancia e un pò di latte. Viene fuori un sorbetto-gelato fresco e delicato, non troppo dolce, cremoso ma leggero. Ho anche aggiunto un cucchiaino di sciroppo di glucosio comprato durante uno dei miei raptus da acquisto gastronomico-compulsivo in un negozio che vende articoli per pasticceria. Il secchiello è da 1 chilo e ne avrò usati, sì e no, 40g!!! Comunque, il merito del glucosio è quello di inibire la cristallizzazione dello zucchero (oltre a dare maggiore corposità), così si evita che, una volta in freezer, il sorbetto-gelato diventi duro come una pietra…

Sorbetto di mango e arancia rossa

400g polpa di mango

130g zucchero

150g latte, parzialmente scremato

45g succo d’arancia rossa

20g sciroppo di glucosio

Scaldate il latte con lo zucchero, quando quest’ultimo sarà sciolto unite lo sciroppo di glucosio facendo attenzione a scioglierlo bene. Fate raffreddare il composto. Infine frullate la polpa di mango con il succo d’arancia e il latte zuccherato.

Fate mantecare nella gelatiera.

Nota: se il glucosio non lo trovate (cosa molto probabile) potete aggiungere alla miscela di latte altri 20-25g di zucchero; se non avete la gelatiera versate il sorbetto in un contenitore non troppo profondo, mettetelo in freezer e mescolatelo ogni mezz’ora per mantecarlo (non è un sistema molto veloce, ma il gelato è buono!).

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