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Volevo fare lo chef

soul & food stories

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Quinoa, tofu & Co.

Giovedì, 9 giugno 2011

ore 12,40

Ogni tanto la mia deriva salutistica-biologica-orientaleggiante ha il sopravvento su tutto. E così creo connubi più o meno stravaganti che potrebbero non avere grande popolarità all’infuori delle mura di casa mia. Ma tant’è… visto che credo fortemente nel potere della persuasione: A me gli occhi, please!

Non avete mai provato la quinoa? Dovete assolutamente assaggiarla! Come può mancare dal vostro personale catalogo del visto-cotto-e-mangiato la chisiya mama, la madre di tutti i semi (in lingua quechua)??? Pianta erbacea peruviana, formata da piccolissimi semini che in cottura si spaccano diventando leggermente gelatinosi, la quinoa è ricca di minerali, fibre e proteine vegetali ed in più è adatta a chi soffre di celiachia. Cosa volete di più?!

Io la adoro e la mangio spesso. Si prepara in 15 minuti o poco più e rappresenta una gustosa alternativa alla pasta, perfetta come piatto unico con aggiunta di tantissime verdure. Oggi l’ho pensata in versione super-proteica-vegetariana con tofu ed edamame. Chi non trova i fagioli di soia nel frigo può sostituirli benissimo con fave fresche o pisellini.

Quinoa, tofu & verdure

per 2 persone

100g di quinoa mista, biologica (rossa, bianca, nera)

carota e sedano qb

1 panetto di tofu, bio (200g)

edamame (fagioli di soia) qb

1 scalogno, affettato sottilmente

prezzemolo tritato

sale e pepe, olio evo

Bollite la quinoa in acqua salata per 12-13 minuti circa o fino a quando cotta.

In una padella fate “sudare” lo scalogno con un filo di olio extravergine d’oliva. Unite carote e sedano puliti e tagliati a dadini. Poi aggiungete gli edamame. Fate stufare il tutto e aggiungete eventualmente qualche cucchiaio d’acqua. Tagliate il tofu a dadini e unitelo al misto di verdure. Aggiustate di sale e pepe.

Scolate la quinoa. Versatela nella padella con le verdure e saltatela in modo da amalgamarla bene.

Servitela calda spolverizzata con prezzemolo tritato. Volendo potete metterla in frigo per qualche ora e gustarla fredda come insalata (è ancora più buona!).

Verso Est

Lunedì, 22 febbraio 2010

ore 17,00

Certe volte capita che gli eventi si incastrino alla perfezione. Così, ieri, nonostante il mio solito-cronico ritardo, sono riuscita a fare tutto ciò che sognavo: ossia 1) immergermi per qualche ora nella via della seta e nella Cina dei Ming e 2) visitare una delle migliori pasticcerie d’Italia.

Una fantastica mostra, presso la Casa dei Carraresi, a Treviso, mi ha dunque sedotta. Un itinerario che mi ha fatto viaggiare indietro nel tempo tra meravigliosi gioielli di giada bianco latte e oggetti d’oro di squisita fattura; vasi di fine porcellana dai trasparenti decori blu; e sete delicatamente tessute e dipinte a mano che narrano la vita di corte, parlano di paesaggi di rara bellezza, accennano a storie e leggende mitologiche.

L’occasione è stata ghiotta anche per fare quattro salti in giro per Treviso. Una graziosissima cittadina, attraversata dal fiume Sile, che si snoda tra i ponti. Il centro storico, se non erro, conserva palazzi di epoca trecentesca e quattrocentesca in un alternarsi di colori pastello dal rosa al giallo al bianco, portali di legno e suggestivi lampioni…

Per lo shopping gastronomico ho fatto tappa da Fermi storica gastronomia locale. Un concentrato di scaffali di legno su cui appaiono spezie, legumi secchi e conserve di tutti i tipi, tutte griffate dalla casa (dalla mostarda alle verdure ecc. ecc.) in cui l’aria è impregnata dall’odore intenso dello stoccafisso :) Al banco del fresco ho comprato dell’invitantissimo radicchio di Treviso sottolio di un lezioso color rosa-violetto. Altro acquisto imperdibile i bigoli pasta lunga tipo spaghetti lavorata al torchio. E’ piacevolmente ruvida, assorbe benissimo i condimenti, e di solito si insaporisce con un sugo di acciughe.

Carica di sacchetti e sacchettini me ne sono andata a Padova in una delle mie pasticcerie preferite. Luigi Biasetto è un vero maestro nel lavorare il cioccolato e non a caso il suo cavallo di battaglia è una fantastica torta al cioccolato chiamata “Setteveli” (marchio registrato) con cui ha vinto, insieme a Cristian Beduschi e Gianluca Mannori, la Coppa del Mondo di pasticceria di Lione nel 1997.

Un trionfo di sette strati in cui mordidezza e croccantezza si alternano in un dolce gioco: si parte con un savoiardo e gianduia ai cereali, poi una cremosissima bavarese alle nocciole pralinate, una morbida mousse al cioccolato fondente di origine Madagascar e sottilissimi veli di cioccolato. Ho preso anche dei cioccolatini in vari gusti, tutti molto delicati e raffinati (quello al pistacchio di Bronte è, forse, il mio preferito) e una crema al cioccolato trinitario del Perù con nocciole delle Langhe che non ho ancora aperto (ma non per molto!!). La pasticceria mignon è estremamente varia e tra le piccole delizie che ho assaggiato vi segnalo la mini creme brulée e la torta monoporzione Opera accompagnata con salsa alla vaniglia.

E alla fine non poteva, ovviamente, mancare una ricetta ispirata ad Est.

Riso & verdure al wok

Sciacquate 150g di riso basmati sotto l’acqua fredda, in modo da eliminare l’amido. Cuocetelo al vapore o nell’acqua bollente lasciandolo abbastanza al dente.

Nel frattempo fate stufare in un paio di cucchiai di olio di arachidi 1 piccolo scalogno tritato. Aggiungete 1 carota pelata e tagliata a rondelle, dadini di pancetta, pisellini già bolliti e circa 150g di edamame (fagioli di soia, io ho usato quelli surgelati). Cuocete il tutto per 3-4 minuti insaporendo con un tocco di salsa di soia.

Unite anche il riso e saltate per 1/2 minuto. Rompetevi dentro 2 uova fresche. Aspettate qualche attimo (in modo da far rapprendere le uova) prima di mescolare bene. Saltate ancora per pochi attimi aggiustate, se necessario, di sale e condite con un giro di mulinello di pepe bianco.

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