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Volevo fare lo chef

soul & food stories

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igles corelli

Focaccine grigliate al timo

Martedì, 12 aprile 2011

ore 18,00

Cielo di cotone, vento leggero che scompiglia le fronde, silenzi inattesi. Il pomeriggio vola via così, mentre seduta davanti al Mac attendo che l’ispirazione si faccia viva.

Buttarmi a capofitto in cucina, con qualcosa da preprarare per ingannare l’attesa, mi è sembrata la soluzione più ragionevole. Sì, ma a quale ricetta dar vita? Certo non a una troppo lunga o troppo difficile e di sicuro senza troppi ingredienti visto che il frigo (causa settimana di stand by, LOL) ha forse raggiunto il minimo storico di alimenti conservati al suo interno.

Penso al pane, ma quando leggo le ricette tenute da parte sul tavolo cambio subito idea. Mi guardo intorno con aria dubbiosa alla ricerca di non so cosa. Poi lo sguardo cade sul volume di Igles Corelli. E finalmente sento che un sorriso si impadronisce del mio viso!!!

Tutta colpa o merito delle focaccine alla griglia, alias il pane senza forno che piazzo tra le ricette più geniali degli ultimi tempi per vari motivi: uno) le focaccine in questione non necessitano di lievitazione ergo si fanno in un attimo; due) basta avere una griglia o una piastra di ghisa a disposizione; tre) non si perde tempo con la forma che è volutamente irregolare; quattro) ho scoperto come si fa in casa il latticello! Grazie Igles! Se non ci fossi bisognerebbe inventarti!

Infine aggiungo solo che sono soffici e saporite. Perfette per le cene last minute in cui ti accorgi che il pane è finito…

Focaccine grigliate al timo

(adattata da “In cucina con Igles Corelli”, Gambero Rosso)

per 10-12 focaccine

250g farina 00

250g latticello

1 cucchiaino di bicarbonato

1 cucchiaino di cremor tartaro

1 cucchiaino di sale

un mazzetto di timo fresco

Setacciate farina, sale, bicarbonato e cremor tartaro. Scavate un incavo al centro, aggiungete il timo tritato e versate poi il latticello. Mescolate brevemente – con un cucchiaio di legno – l’impasto deve risultare molto soffice e appiccicoso. Cospargetelo con un pò di farina.

Scaldate una piastra di ghisa liscia (va bene anche una bistecchiera) sul fuoco basso. Infarinatevi bene le mani. Prendete una cucchiaiata di impasto e formate una focaccina tondeggiante di circa 4-5 cm di diametro e 2-3 cm di spessore. Non preoccupatevi se la forma non sarà perfetta – l’impasto è un pò difficile da maneggiare – perché devono essere irregolari. Poggiate la focaccina sulla piastra e fatene altre fino a ultimare l’impasto. Cuocete le focaccine per circa 10 minuti, rigirandole. A fine cottura alzate la fiamma per renderle più dorate.

Come fare in casa il latticello? Unite a 250g di latte scremato 3 cucchiaini di succo di limone. Lasciate riposare a temperatura ambiente fino al momento di usarlo.

Il cremor tartaro? Si associa al bicarbonato per formare un lievito chimico. Io l’ho comprato al supermercato.

Peschine d’amour

Domenica, 14 febbraio 2010


ore 10,00

Fiori, cuoricini, cioccolatini. Amore stampato, amore da bacio perugina, amore sbandierato, cercato, evocato. Miele che cola su parole, gesti, regali. S. Valentino è tutto questo? Forte dell’idea che non bisogna certo aspettare il santo dell’ammmore per fare un regalo o un pensiero speciale a chi si ama, mi sono auto-convinta-ipnotizzata, nel corso degli anni, che S. Valentino è una festa assolutamente “commerciale” e non va festeggiata  ^-*

Salvo poi cedere come una pera cotta alle lusinghe rossofuoco delle “peschine” che con il loro colore infiammato mi ricordano tanto, appunto, S. Valentino. Il nome di questi dolcetti che usa uno zuccheroso diminuitivo è sdolcinato da far venire la nausea. Se poi ci si aggiungono marmellata o cioccolato, zucchero a tonnellate e un bidoncino di liquore rosso-amoroso altrimenti detto alchermes, il danno è proprio fatto!!

Ecco allora il mio blog-contributo-gastronomico alla festa degli innamorati: le peschine, piccoli e rossi petit four di tradizione romagnola. Due biscotti morbidi a base di uova, lievito, farina, latte e burro, sposati con un velo di marmellata di albicocche o crema di cioccolato, tuffati nell’alchermes e rotolati in una montagna di zucchero semolato. Insomma un bacio “sigillato” da un segreto che, sono certa, il santo chiamato in causa certamente approverebbe.

La ricetta è di Igles Corelli, mito della cucina italiana d’autore, chef sensibile e creativo, colonna portante della gastronomia nazionale; l’aggiunta della crema al cioccolato è, diciamo così, una mia licenza gastronomica (ma trova conferma nelle peschine che mangio sempre alla “Dolceria Mazzini” di Argenta, create da Mauro Gualandi) e spero che Igles non me ne voglia :) Il contrasto con il cioccolato fondente è più intrigante, a mio avviso, della nota a tutta dolcezza dell’albicocca. Ma vi consiglio di provare entrambe le varianti in modo da accontentare i vostri fidanzati-mariti-padri-amici più golosi.

Per quanto riguarda l’alchermes che ha un sapore davvero particolare ne esistono in circolazione diverse qualità. Consiglio di spendere un pò di più, perché il primo che ho comprato riusciva appena a colorare di un rosa pallido le dolci “peschine” che devono essere, assolutamente, di un rosso che più rosso non si può!

Peschine d’amour

250g farina

1 uovo

100g zucchero

12,5g lievito per dolci

50g burro, a temperatura ambiente

latte q.b.

Per farcire:

marmellata di albicocche, crema spalmabile di cioccolato oppure crema pasticcera al cioccolato

Per la bagna+copertura:

zucchero

liquore alchermes+rum

Preriscaldate il forno a 180°C. Rivestite una teglia con carta da forno. Mescolate farina, uovo, zucchero, burro a pezzetti e lievito. Impastate bene poi aggiungete tanto latte fino ad ottenere un composto piuttosto sodo e appena appena morbido. Mettetelo in un sac à poche e formate delle palline piuttosto alte, distanziate sulla placca. Infornatele per 15-20 minuti circa, fino a quando saranno ben dorate. Raffreddatele su una gratella.

Preparate un misto di liquore alkermes e rum secondo i vostri gusti (usando però più alchermes, eventualmente addolcite con un pizzico di zucchero), mettete dello zucchero semolato in una ciotolina. Spalmate il fondo delle peschine con marmellata di albicocche, oppure crema di cioccolato o crema pasticcera al cioccolato fondente. Unitele due a due. Passatele nello sciroppo di alchermes per 10 secondi facendole impregnare bene (io le ho inserite in uno stuzzicadenti prima di tuffarle nel liquore, in modo da poterle impregnare senza ritrovarmi alla fine dell’operazione con le dita tinte di rosso!). Scolatele e rotolatele nello zucchero. Lasciatele asciugare all’aria prima di gustarle.

Buon S. Valentino :)

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