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Volevo fare lo chef

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I frollini del Povero Diavolo

Venerdì, 2 luglio 2010

ore 8,30

La valigia di nuovo pronta. Meta? La Sicilia. Prima di dileguarmi (hahaha) per una intera settimana voglio spostare indietro la memoria e parlarvi di un piacevolissimo fine settimana a Torriana trascorso non troppo tempo fa. Torriana è un minuscolo paesino sui colli vicino Rimini, una bomboniera che racchiude balconi fioriti, silenzio e rilassanti scorci sui monti verdeggianti. Peccato che proprio in quel weekend ci sia stato un orrendo temporale..vabbè…dicevo.. siamo andati alla Locanda del Povero Diavolo un luogo davvero delizioso. Un ristorante che accoglie con il calore del legno chiaro e delle tovaglie candide, un’ospitalità familiare che fa sentire a casa propria, una locanda dalle camere sobrie in cui la tv è bandita per far posto a pile ordinate di romanzi e saggi da leggere o sfogliare mentre si assapora il piacere del tempo ritrovato.

Il giovane chef Pier Giorgio Parini conversa con i commensali usando l’affascinante linguaggio delle erbe selvatiche, aromatiche e dei fiori. Mostra creatività e radici che si immergono nel territorio, abilità tecnica e raffinata sensibilità. Il fluire dei piatti si sofferma ora su sapori rassicuranti (penso, ad esempio, alla quinoa con borragine), ora su accenti insoliti (tagliatelle al peperone e caffè). Una cena a uno dei tavoli della Locanda è un momento di gran piacere in cui mettersi alla prova, giocare, per interpretare e riconoscere piccole intriganti sfumature di aromi, oppure scoprire che l’anguria può diventare qualcosa di inatteso molto lontano da un semplice frutto (geniale il “metà carne”).

Bene, la mattina della domenica, a colazione, ci hanno portato dei deliziosi frollini alla lavanda dal profumo inebriante ma pieni di delicatezza. La ricetta, purtroppo, non sono riuscita ad averla. Tornata a casa ho pensato a come ricreare quel magico biscotto…

Frollini alla lavanda

125g burro

125g zucchero

250g farina

1 uovo

2  cucchiaini di fiori di lavanda secchi

2 cucchiani di miele (meglio se di lavanda)

Lavorate il burro con lo zucchero e il miele fino a quando sarà chiaro e spumoso, unite l’uovo. Aggiungete la farina – tutta in una volta – e i fiori di lavanda. Impastate velocemente e formate una palla. Avvolgete la frolla in pellicola trasparente e mettetela in freezer per una decina di minuti.

Riprendete l’impasto, formate uno o due salsicciotti, avvolgeteli nella pellicola trasparente. Poneteli in frigo per almeno un’ora. Preriscaldate il forno a 180°C. Prendete i salsicciotti di frolla, affettateli tagliando dei frollini alti circa 1/2 cm. Disponeteli su una teglia coperta con carta da forno e cuoceteli per 15 minuti circa. Se li volete meno croccanti riducete i tempi di cottura, se vi piacciono più duri prolungate la cottura per 1-2 minuti in più.

Lasciateli raffreddare per 5 minuti sulla teglia, poi spostateli su una gratella.

Il tè delle cinque

Sabato, 20 febbraio 2010

ore 11,30

Al tè non so resistere. Mi piace assaggiarne tipi sempre nuovi che compro sotto casa o scovo in giro per il mondo. Ho le buddha balls (non ancora provate) acquistate in Australia la scorsa estate; ho il tè verde Marco Polo di Mariage Frères comprato a Capodanno in Costa Azzurra; il tè al mango di Harrods preso al volo durante uno scalo a Heathrow; il tè bio di Wholefoods caricato in valigia da New York; e il tè verde matcha per cucinare torte e biscotti trovato a Roma, per citarne alcuni. E il tè è un regalo che non dimentico mai di fare alla mia compagna di bevute alias mia mamma!

Insomma ogni tè mi ricorda qualcosa, un viaggio o un momento della vita anche quotidiano. Gli armadietti della cucina straripano di bustine e scatolette, senza dimenticare gli accessori a tema: dalle pinze spremi-bustina ai sacchettini di mussola, fino all’infusore a forma di palla e chi più ne ha più ne metta. Il rito del tè delle cinque, quindi, cerco di non farmelo mancare mai. Fino a qualche tempo fa lo condividevo, appunto, con mia madre, ma da quando vivo lontano dalla Sicilia spesso mi capita di farlo da sola, sperimentando idee e ricette sempre nuove…

Tra le mie ultime scoperte fatte tra libri e libretti c’è il tè alla lavanda. Indubbiamente non è un classico tè. Ha un aroma assolutamente originale, insolito, caldo e inebriante che si odia o si ama. Chi associa olfattivamente la lavanda ai deodoranti per l’armadio, forse, dovrebbe desistere da ogni tentativo di farlo! Oppure osare senza timore e fare la prova, perché il gusto finale è piuttosto delicato. Tutto dipende da quanto aromatica è la lavanda che usate e da quanta ne mettete, ma se seguite le dosi dovreste rimanere abbastanza soddisfatti. Per dolcificare il tutto si può usare un cucchiaino di miele..alla lavanda, naturalmente!

Tè alla lavanda

per 2 persone

3 tazze e 1/2 abbondanti di acqua

1 cucchiaino scarso di fiori di lavanda secchi (non trattati)

1/2 baccello di vaniglia

2 e 1/2 cucchiaini di tè verde Gunpowder

violette candite q.b.

Portate l’acqua a ebollizione con la lavanda e il baccello di vaniglia. Spegnete il fuoco. Fate riposare per 1 minuto, poi aggiungete il tè verde. Coprite e lasciate in infusione per 3-4 minuti. Filtrate, versate in una teiera scaldata con acqua calda o nelle tazze. Servite il tè alla lavanda accompagnato con violette candite. Volendo dolcificarlo usate del miele. Da mangiare ci vedrei bene dei dolcetti o biscotti a base di latte o cioccolato bianco.

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