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Volevo fare lo chef

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Biscotti alla crema gianduja (oppure no.. ;)

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ore 10,00

C’è ancora aria di week-end qui intorno. Di nocciole, burro e cioccolato. E mentre il sole va e viene dispettosamente, affacciandosi tra le nuvole, il suono del forno acceso è l’unica musica che oggi ho voglia di sentire :)))

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Biscotti al profumo di mandorla e vaniglia, una setosa crema di nocciole a far da ponte tra i sapori. E’ un biscotto molto semplice, senza eccessi: burro quanto basta, un sottofondo mandorlato, zucchero a velo… e poi.. e poi – se vi piace – una cucchiaiata di morbida crema di nocciole del Piemonte (io stra-adoro questa!) oppure di classica Nutella o ancora di confettura alla frutta. Insomma non ci sono regole fisse. Seguite l’istinto e i gusti del momento. (La ricetta arriva da qui).

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Biscotti alla crema gianduja

farina | 200g

mandorle | 50g

burro, morbido | 120g

zucchero a velo | 80g

uova | 1

vaniglia, semi | 1/2 cucchiaino

crema alla gianduja o crema di nocciole qb

sale un pizzico; zucchero a velo qb

Frullate le mandorle (non tostate) fino a ridurle in polvere*. Montate burro, zucchero, vaniglia e un pizzico di sale fino ad avere un composto cremoso. Aggiungete l’uovo, poi la farina e le mandorle tritate. Formate una palla e mettete l’impasto a riposare in frigo per almeno 1 ora. Stendetelo con il mattarello – su un piano ben infarinato – a circa 4mm di spessore. Ricavate dei biscotti, cuoceteli su una placca coperta con carta forno a 175°C per circa 8 min. o fin quando leggermente dorati. Spolverizzateli a piacere con zucchero a velo quando sono ancora caldi. Lasciateli raffreddare sulla placca. Uniteli 2 a 2 con una cucchiaiata di crema gianduja.

*oppure usate della farina di mandorle

English please!!!

There’s still a some kind of weekend-mood around here. Hazelnut, butter and chocolate fill the air. And as the sun comes and goes spitefully, looking out from the clouds, the sound of the oven on is the only music I want to hear today :)))

Cookies flavored with almond and vanilla, a silky hazelnut spread to make a bridge between flavors. It ‘a very simple cookie, without excesses: a little butter, a background of almonds, icing sugar … and then .. and then – if you like – a spoonful of delicious velvety hazelnuts-chocolate spread (the mix is called gianduja) from Piedmont* (I really love this one!) or some classic Nutella or even some fruit jam. In short, there are no fixed rules. Follow instincts and tastes of the moment.

* the Tonda Gentile delle Langhe hazelnut is a precious fruit from Piemonte. A round, delicious, nutritious and high-quality hazelnut. It’s the Nocciola Piemonte IGP, appreciated by gourmets over the world.

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Biscotti alla crema gianduja (Biscotti with hazelnut-chocolate spread)

Ingredients: italian 00 flour, 1 + 2/3 cup  (200g) | almond flour 1/2 cup (50g) | butter, soft 1/2 cup (120g) | icing sugar 2.8 oz (80g) | organic eggs, 1 | vanilla, seeds 1/2 tsp | gianduja spread or Nutella spread to taste | a pinch of salt | icing sugar to sprinkle.

Whip butter, sugar, vanilla and salt until you have a creamy mixture. Add the egg, then the flour and ground almonds. Chill the dough for at least 1 hour. Roll out with a rolling pin – on a floured surface – about 1/8 inch. Cut out the cookies. Bake them on a baking, tray lined with non-stick baking paper, in a preheated oven to 175° C for about 8 min. or until lightly golden. Sprinkle with icing sugar while the biscotti still hot. Let them cool on the tray. Stick the biscotti 2 to 2 with a dollop of gianduja or Nutella spread.

A tutta *madeleine*

Martedì 13 aprile, 2010

ore 9,30

Chi non ha mai assaggiato una madeleine si è perso qualcosa. Qualcosa legato a un sapore zuccheroso e burroso che il più delle volte viene associato all’infanzia. Senza voler scomodare Marcel Proust che ne è diventato, inconsapevolmente, lo “sponsor” più famoso presso i gourmet di tutto il mondo (ricordate “Alla ricerca del tempo perduto” l’opera in cui questo innocente dolcetto risveglia improvvisamente ricordi perduti, infantili?), dirò solo che la madeleine è un piccolo dolcino originario dell’est della Francia e precisamente di Commercy, cittadina non lontana da Nancy. Ha una particolarissima forma a conchiglia dovuta all’originale stampo che viene utilizzato per prepararlo, un sapore pronunciato di burro e limone, una consistenza soffice simile a quella di un plumcake ma decisamente più aerea. Secondo la leggenda la sua nascita risale all’epoca del re Stanislao, intorno al 1750, ma probabilmente il suo inventore rimarrà per sempre nell’oblio. La fama di questo pasticcino cresce notevolmente nell’800 tanto da essere venduto in quantità minime piuttosto elevate (a dozzine). Infine, con la creazione della linea ferroviaria che congiunge Parigi e Strasburgo, nel 1852, la madeleine varca i confini locali per diventare uno dei più amati dolcetti dell’epoca.

Farina, uova, zucchero, lievito, scorza di limone e burro sono i suoi ingredienti principali, ma le variazioni possono essere infinite. Ci può finire dentro del cioccolato a pezzetti, delle croccanti mandorle tritate, del caffè e così via. Inoltre sono tantissimi i libri che la propongono in versione salata, con formaggi e verdure, da servire come sfiziosissimo aperitivo.

La versione base che vi suggerisco è di Pierre Hermé, il resto è frutto della mia, chiamiamola così, creatività! Ho pensato dunque a una variante con petali di roselline secche del Marocco sbriciolati, acqua di rose e cioccolato bianco, dall’aroma intrigantemente esotico. Poi, per restare nel solco dell’italianità, ho scelto la nutella (che però, strano a dirsi, non è un mio feticcio!) ma con un tocco che arriva da lontano: noci macadamia caramellate australiane che mi ha regalato Vincenzo, il mio amico pasticcere e maitre chocolatier che vive a Sydney. Ovvio che se non le trovate potete benissimo sostituirle con del croccante di nocciole, oppure, se ne avete voglia potete fare un semplice caramello scuro e tuffarvi dentro le macadamia (che si trovano spesso anche al supermercato). Croce e delizia di tutti i pasticcieri casalinghi è la piccola gobba della madeleine che si forma durante la cottura. Il segreto della sua riuscita è tutto nello shock termico, per cui l’impasto va tenuto in frigo e poi passato in forno caldissimo.

Madeleines

(ricetta base dal “Larousse des desserts” di Pierre Hermé)

100g farina

100g burro

2 uova

120g zucchero a velo

3g lievito per dolci

1/4 scorza di limone, non trattato

Fate fondere dolcemente il burro. Tenetelo da parte. Setacciate insieme farina e lievito. Montate le uova con lo zucchero a velo per 5 minuti fino a quando saranno chiare e spumose. Aggiungete la farina setacciata con il lievito e il burro fuso raffreddato, infine unite la scorza di limone grattugiata finemente.

Mettete l’impasto in frigo per almeno 1/2 ora (questo passaggio Hermé non lo suggerisce!) meglio se qualche tempo in più.

Preriscaldate il forno a 220°C. Distribuite l’impasto nei tipici stampi imburrati senza riempirli troppo. Cuocete le madeleines per 3-4 minuti, poi quando vedete che hanno formato la gobbetta caratteristica abbassate la temperatura a 180°C e ultimate la cottura per altri 4-5 minuti o fino a quando saranno cotte.

Madeleines alla rosa e cioccolato bianco

Eliminate dall’impasto base la scorza di limone e sostituitela con un cucchiaino di estratto naturale di vaniglia. Unite 2 cucchiai scarsi di acqua di rose, i petali sbriciolati di 6 roselline secche del Marocco e 4 cubettini tritati di cioccolato bianco.

Madeleines alla nutella e noci macadamia caramellate

Eliminate dall’impasto base la scorza di limone. Unite 1 cucchiaio e 1/2 scarso di nutella (o altra crema alle nocciole o al cioccolato, noterete che la consistenza dell’impasto sarà più corposa rispetto alla variante con la rosa) e un cucchiaio di noci macadamia caramellate tritate o croccante di nocciole sbriciolato.

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