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Volevo fare lo chef

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zucchero alla vaniglia

Focaccia di uva fragola alla vaniglia

Lunedì, 17 settembre 2012

ore 10,20

Rosso-viola, intenso, profumato, zuccherino, il weekend appena trascorso ha lasciato nell’aria, sul tovagliolo e sulle dita, il colore e l’aroma dell’uva fragola. L’ho vista passeggiando tra le vie in festa di un grazioso paesino emiliano e l’ho rapita per portarmela a casa :) insieme, però, a una piantina di menta marocchina, un vasetto di miele di tiglio e un sacchettino di porcini secchi!

Ero curiosa di assaggiarla visto che non ricordo di averla mai mangiata (mea culpa!). Ha acini piccoli e tondi, molto succosi e dolci, con un retrogusto che ricorda la fragola o il lampone e una polpa di un meraviglioso colore viola acceso. Incerta su come utilizzarla (aleggiava nell’aria una torta d’antan della nonna Angelina, ma purtroppo non abbiamo ancora (ri)trovato la ricetta!) ho fatto un salto sul web e ho scelto una ricetta che ha già fatto il giro di alcuni blog e mi è piaciuta moltissimo :))) Probabilmente qualcuno l’avrà già vista (quindi non è proprio una novità sic!) e minime sono le modifiche che ho fatto, ma ammetto: è una di quelle bontà che val la pena far rimbalzare viralmente da un food blog all’altro!!! :)

Piesse: chi non trova l’uva fragola potrebbe sperimentarla con altra frutta, purché super succosa :) slurp Piessedue: lo zucchero alla vaniglia potete farlo in casa mescolando del classico zucchero bianco con semi di vaniglia e lasciando “aromatizzare” il tutto per alcuni giorni in un barattolo.

Io l’ho mangiata ascoltando questa canzone ;) very sicula.

Focaccia di uva fragola alla vaniglia

farina 00 | 400g

lievito di birra fresco | 25g

latte fresco, tiepido | 1 bicchiere circa

uva fragola | 700g

olio di semi qb

zucchero alla vaniglia | 8 cucchiai

zucchero di canna | 2 cucchiai

Sciogliete il lievito nel latte e unitelo alla farina. Aggiungete 4 cucchiai di zucchero alla vaniglia e 4 cucchiai di olio di semi. Impastate per 5-10 minuti. Se necessario aggiungete altro latte o altra farina, per avere un composto morbido ma non appiccicoso. Fate lievitare l’impasto coperto per 1 ora circa. Stendete 2/3 di impasto con il mattarello in una sfoglia sottile e mettetelo in una teglia rettangolare coperta con carta da forno e spennellata d’olio, lasciando debordare leggermente la pasta. Distribuitevi sopra 2/3 di uva fragola e cospargetela con 3 cucchiai di zucchero alla vaniglia, irrorate con un pò d’olio.

Stendete l’impasto rimasto in una sfoglia sottile e usatelo per ricoprire la focaccia con l’uva. Ripiegate i bordi sulla pasta e sigillate bene. Distribuite sulla schiacciata l’uva fragola rimasta, pressandola leggermente, spolverizzate con 1 cucchiaio di zucchero alla vaniglia e 2 cucchiai di zucchero di canna. Irrorate con olio e infornate a 180°C per circa 1 ora.

Dimenticavo! E’ più buona mangiata il giorno stesso :)

Focaccia di uva fragola alla vaniglia (Brioche with sweet black grape and vanilla sugar)

Combine 400g of all-purpose flour (italian 00 flour) + 4 tbsp of vanilla sugar + 4 tbsp peanut oil in a bowl. Stir 25g of fresh yeast with 1 glass of lukewarm milk until dissolved, add to the flour. Knead until the dough is soft and elastic (you may need to add more milk or flour to have a non sticky dough) about 5- 10 min. Transfer to a large bowl and set aside until doubled in size (1 hour). Take 2/3 of the dough, roll it on a light floured surface into a thin rectangle. Place 500g of sweet black grape over the dough, sprinkle with 3 tbsp of vanilla sugar and drizzle with some peanut oil. Roll the left dough into a thin rectangle and use it to cover the grape filling. Place more 200g of sweet black grape on the top of the focaccia and press it gently. Sprinkle with 1 tbsp of vanilla sugar and 2 tbsp of cane sugar. Drizzle with extra oil and bake it for about 1 hour – or until golden – in a preheated oven to 180°C. Serve it lukewarm or at room temperature. Best the day is made.

A simple recipe with the special touch and flavour of black-purple grapes, a country-style “dessert” made with a light dough. Its texture is similar to the classic focaccia bread loaded with fresh fruit. Perfect for breakfast and tea time. I think it would turn out well also with another very juicy fruit!!

La semplicità: gelato alla vaniglia

Venerdì, 8 ottobre 2010

ore 11,10

Questa ricetta si trova nel mio cassetto, ormai, da un paio di settimane. E sebbene l’incalzante autunno padano non inciti a un consumo smodato di gelato (almeno a me non succede, non so a voi!) è anche vero che fino a 48 ore fa ero tranquillamente catapultata nell’estate più insolita, con un desiderio più che giustificato di GELATO!

Tira e molla, la-scrivo-non-la-scrivo, alla fine ho pensato che il gelato alla vaniglia è un classico che più classico non si può e come tale è praticamente intramontabile e va al di là di ogni capricciosa stagione. Inoltre è forse quanto di più semplice ci possa essere in fatto di gusto: latte e panna ingentiliti da un tocco di dolce vaniglia. Parlando più strettamente di ricette, ho pensato un bel pò prima di arrivare a una mia versione.

Il perché è presto detto. Le ricette altrui non mi convincevano. Sfoglia e ri-sfoglia ne ho lette-guardate-e-virtualmente-assaporate decine!! Pierre Hermé? Il guru della pasticceria parigina mette 7 tuorli per 1 litro di gelato. Donna Hay? Ce ne schiaffa 6 per all’incirca la stessa quantità (tutti alla faccia del colesterolo aggiungerei!). Insomma ovunque abbia letto il verdetto è stato sempre lo stesso: uova-uova-nient’altro che uova. Ma a me che, gastronomico-culturalmente sono cresciuta al sud, il gelato siffatto non piace. Per me il gelato alla vaniglia deve sapere di … vaniglia!! E non di uova. Deve essere di un pallido beige e non giallo canarino. Son gusti, che volete farci..

Se i vostri gusti somigliano ai miei eccovi la ricetta!

 

Gelato alla vaniglia

250g latte fresco intero

250g panna fresca

150g zucchero alla vaniglia

4 tuorli, medi

1 baccello di vaniglia Bourbon

1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia di Tahiti

Preparate una crema inglese. Scaldate latte e panna con il baccello di vaniglia (tagliato per la lunghezza, i semini grattati via e aggiunti al composto).

Nel frattempo lavorate tuorli e zucchero con una frusta, quando il tutto sarà cremoso e formerà un nastro versatevi a filo un pò di latte/panna caldi. Mescolate bene, poi aggiungete il resto. Versate in una terrina poggiata su un bagnomaria.

Cuocete la crema fino a 83°C (in modo da pastorizzare le uova; potete usare un termometro a sonda tipo quello dell’ikea). Quando vela il cucchiaio (seconda foto in alto) toglietela dal bagnomaria, filtratela in un colino a maglia fitta e unitevi l’estratto di vaniglia (io ho usato un meraviglioso estratto polinesiano di vaniglia di Tahiti comprato a Nizza, ricordate?, in questa occasione qui).

Lasciatela raffreddare a temperatura ambiente, mescolandola di tanto in tanto.

Versatela nella gelatiera e fate il gelato.

DOVE TROVARE LO ZUCCHERO ALLA VANIGLIA? Fatelo in casa chiudendo in un barattolo una stecca di vaniglia con 500g circa di zucchero. Dopo una settimana circa, l’aroma della vaniglia si sarà trasferito allo zucchero.

 

Il *Crumble* di Bonnie

Giovedì, 20 maggio 2010

ore 9,37

Ieri, accompagnata da una pioggia scrosciante, sono scesa al volo al supermercato. Avete mai fatto caso che la clientela varia molto con il cambiare dell’ora? Immagino di sì. Una volta, infatti, ho letto che i single parigini e non solo, trovano l’anima gemella a ridosso della chiusura, quando tutti si affrettano a comprare cenette monoporzione da scaldare-nel-microonde e tra uno scaffale e l’altro si lanciano sguardi infuocati oppure chiedono insulse informazioni del tipo “scusa sai dove sono i pomodori?” (in linea d’area sono proprio di fronte) e invece vorrebbero dire “ciao bello/a che fai stasera?”!!!!!

Bene, dicevo, intorno alle 11 mi imbatto in una serie di nonnine intente a far la spesa. Mentre mi accingo a prendere diligentemente il mio guanto di plastica e annesso sacchettino per comprare qualche verdurina vengo circondata da un paio di innocue (?) vecchiette. Capisco subito che la lotta per chi acchiappa prima il sacchettino (e quindi va prima alla cassa? o prende la lattuga più sexy??? chissà..) potrebbe divenire spietata. Nella mia mente scorre in sottofondo una musica da film western (hahahha), io e le nonnine ci guardiamo negli occhi: “chi è arrivata prima?” sembra la domanda non detta che aleggia nell’aria. Ovviamente, ça va sans dire, ci sono prima io e la vecchietta numero 1 sembra averlo memorizzato.. “prego faccia lei..” mi dice, ed io “no, no, no…prego faccia lei”. Lo scambio di cortesie va a buon fine e tutto sembra risolto, ma… …..non appena mi avvicino all’espositore la vecchietta numero 2 con mano lesta da navigata Bonnie (sì, sì, quella di Bonnie & Clyde!!) mi spinge da parte, afferra gli ambiti sacchetti e senza dire nulla gira i tacchi e se ne va, lasciandomi di stucco. Insomma un pò come quando ti passa davanti Beep-Beep e tu non te ne sei nemmeno accorto, tanto è veloce!

Vabbè. Alla fine ho preso delle fragole e delle pere williams pensando di farne un crumble, un piatto di origine inglese nato durante la Seconda Guerra mondiale, dolce o salato, formato essenzialmente da due strati: uno cremoso-morbido (di carne, verdure, frutta) e uno croccante a base di burro e farina (talvolta anche frutta secca e cereali) che somiglia a un insieme goloso di briciole (crumble appunto) e diventa dorato con la cottura in forno. Il bello sta nell’affondare il cucchiaio nella parte soffice spezzando al contempo la crosta per gustare un insieme croccante/morbido molto appetitoso.

Ecco allora, la mia ricetta di oggi: Crumble di pere williams e fragole (ma in onore della furba vecchietta lo chiamerò di Bonnie!). Un dessert 100% frutta, dolce e sfizioso. Potete variare la frutta a vostro piacimento, aggiungere pistacchi o nocciole, vaniglia o cannella. Ho pensato una variante molto essenziale, pochi ingredienti e tanto gusto e un pizzico di zucchero alla vaniglia che si può fare in casa. Come? Chiudete in un barattolo ermetico 1 stecca di vaniglia con 500g di zucchero e lasciate “insaporire” per 1 settimana circa. A questo punto lo zucchero avrà un profumo davvero speciale e potrete usarlo per macedonie, dolci, biscotti…

Crumble di pere williams e fragole

per circa 6 ciotoline

2 pere williams mature

8-10 fragole

1-2 cucchiai di zucchero alla vaniglia

Per il crumble:

25g farina

20g burro

15g mandorle tritate

20g zucchero di canna

un pizzico di sale

Preriscaldate il forno a 200°C. Sbucciate le pere e tagliatele a cubetti. Pulite le fragole e tagliatele a pezzi. Mescolate i due tipi di frutta e condite con lo zucchero alla vaniglia (aggiustate le dosi in base alla dolcezza della frutta). Preparate il cumble.

Con un cucchiaio di legno mescolate zucchero di canna, sale, farina, mandorle. Unite il burro freddo a pezzetti e aiutandovi con le dita amalgamate il tutto formando delle briciole. Tenete da parte.

Versate la frutta in 6 ciotoline da forno o in una teglia non troppo grande. Ricoprite con le briciole di crumble e infornate per 20 minuti circa o finché la crosticina è ben dorata e la frutta cotta. Meglio gustare i crumble tiepidi e se volete potete accompagnarli con panna montata o yogurt bianco.

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