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Cinque anni: crêpes alla farina di marroni e salsa al cacao

crepes di marroni e salsa al cacaoore 15,30

Mi piace festeggiare le ricorrenze e i compleanni, cerco di non dimenticarmene mai. Nonostante gli impegni di lavoro e tutto quello che gira intorno a una casa nuova e mille cose da sistemare. Ma mi piace farlo a modo mio. Con semplicità, senza troppo rumore.

Oggi questo piccolo blog compie 5 anni e ne sono passate di ricette sotto i ponti! Certo, nell’ultimo periodo – per mancanza di tempo, per la necessità di una lunga pausa – non sono stata molto da queste parti. Ma qui c’è e ci sarà sempre una parte di me, un pizzico di ciò che amo e di come vedo la vita e la cucina a casa mia. Qualcosa a breve cambierà, perché il blog è un vestito che ci cuciamo addosso e che con il passare del tempo va aggiustato, stretto da una parte o allargato dall’altra, magari c’è l’orlo da rifare…

Per celebrare questo mini-traguardo ho scelto una ricetta deliziosamente invernale e assolutamente golosa: crêpes di farina di marroni e whisky, farcite con crema di marroni alla vaniglia e salsa al cacao amaro. Un dessert super classico e piacevolmente zuccherino la cui dolcezza è stemperata dalla salsa al cacao amaro (avete fatto caso che in molti ristoranti – gourmet – il dolce diventa sempre più spesso qualcosa di dolcesalato??!! ma a me i dolci classici non dispiacciono affatto :)))) Se invece volete giocare un pò con l’acidità potete farcirle con confettura di lamponi o frutti rossi.

crepes di marroni e salsa al cacao

crepes di marroni e salsa al cacao

crepes di marroni e salsa al cacao

crepes di marroni e salsa al cacao

Crêpes di farina di marroni e whisky con crema di marroni & salsa al cioccolato

(da Plaisirs sucrés, Pierre Hermé – Hachette; e Larousse des Desserts, Pierre Hermé – Larousse)

ingredienti

(per circa 12 crêpes da 25 cm di diametro)

per le crêpes:

uova, bio | 3

latte fresco, bio | 300g

farina 00 | 40g

farina di marroni* (o di castagne) | 60g

olio di semi | 2 cucchiai e 1/2

zucchero | 25g

burro, fuso | 35g

whisky | 1 cucchiaio e 1/2

per farcire: crema di marroni alla vaniglia, mandorle non pelate a scaglie, zucchero a velo qb

per la salsa al cacao:

acqua | 250g

cacao amaro, bio | 50g

zucchero | 80g

panna fresca | 100g

Fate le crêpes: mescolate le uova con lo zucchero, aggiungete il whisky, il latte e il burro fuso raffreddato, l’olio e i due tipi di farina. Mescolate bene e mettete l’impasto a riposare in frigo per una notte intera (oppure 6 ore). L’indomani fate delle crêpes piuttosto sottili e tenetele in caldo. Farcitele poco prima di servirle con la crema di marroni, decoratele con la salsa al cioccolato, mandorle e un pizzico di zucchero a velo.

Fate la salsa al cacao: in una casseruolina portate a bollore l’acqua con lo zucchero e il cacao. Poi unite la panna e lasciate ridurre la salsa sul fuoco (mescolando con cura) fino a quando sarà più densa e avrà velato il cucchiaio.

Nota: l’impasto delle crêpes è ricco di grassi per cui se usate una padella antiaderente potete imburrarla ogni 2-3 crêpe; quando impilate le crêpes ricordatevi di cospargerle, una ad una, con un pizzico di zucchero a velo per evitare che si attacchino; Hermé usa la farina di castagne che ha un gusto piuttosto marcato, io ho scelto quella più delicata di marroni.

crepes di marroni e salsa al cacao

English Please!!!

Today this little blog turns 5! Certainly, in the last period for lack of time and the need of a long break I wasn’t much around here. But here there is and there will always be a part of me, a little bit of what I like and how I see life and cooking in my home. Something will change soon, because the blog is like a dress that we sew on us and that, with the passage of time, must be adjusted from one side to another, maybe there is the hem to be redone

To celebrate this minimilestone I chose a deliciously winter recipe: chestnut flour french crêpes with whiskey, stuffed with vanilla chestnut spread and drizzled with creamy cocoa sauce. A super classic dessert, sweet and pleasantly, whose sweetness is tempered by the bitter of chocolate (have you noticed that in many gourmet restaurants – in Italy – the dessert becomes increasingly something dolcesalato (sweet and salty)??!! but I still like all the classic desserts :)))) If you want to play a bit with the acidity you can use raspberry jam or red berries jam instead of chestnut spread.

Chestnut flour and whisky Crêpes with chestnut spread & chocolate sauce
(from Plaisirs sucrés, Pierre Hermé Hachette; and Larousse des Desserts, Pierre Hermé Larousse)

Ingredients: For the crêpes: eggs, organic 3 | fresh milk, organic 10.5 oz  (300g) | all purpose flour (italian 00 flour) 1.4 oz (40g) | marroni flour (or chestnut flour) 2.1 oz (60g) | vegetable oil, 2 1/2 tbsp | sugar 0.88 oz (2 tbsp; 25g) | butter, melted 1.2 oz (35g) | whiskey, 1 tablespoon plus 1/2 | for stuffing: vanilla chestnut cream, unpeeled almonds slivered, icing sugar to taste. For the cocoa sauce: water  8.8 oz (250g) | unsweetened cocoa, organic 1.7 oz (50g) | sugar 2.8 oz (80g) | cream 3.5 oz (100g). (for about 12 pancakes, 25 cm diameter)

Make the crêpes: mix eggs with sugar, add the whiskey, milk and melted butter cooled, the oil and the two types of flour. Mix well and refrigerate for a whole night (or 6 hours). The next day make some thin crêpes and keep them warm. Fill just before serving with chestnut cream, drizzle with chocolate sauce, almonds and a pinch of icing sugar.
Make the cocoa sauce: in a saucepan boil water with sugar and cocoa. Then add the cream and let simmer on high heat (mixing) until it’s a little thick.

Note: the dough crêpes is high in fat so if you use a non-stick pan you can butter it every 2-3 crepe; when stacked remember to sprinkle, one by one, with a bit of icing sugar to prevent sticking.
crepes di marroni e salsa al cacao
crepes di marroni e salsa al cacao

 

 

 

 

 

 

 

Crema di carrube, fragole, lamponi e pistacchio di Bronte

crema_carrube1

ore 19,00

Ah, le carrube. Il “cioccolato” della mia infanzia. Un susseguirsi di ricordi: i quadretti di caramelle spigolose avvolti nella carta oleata; il gusto zuccheroso che sembra caramello un pò bruciacchiato, lasciato sul fornello qualche attimo in più del dovuto.

Le carrube, il cioccolato, le fragole, i lamponi e il pistacchio. Ovvero? Impossibile resistere! Questa ricetta di Casa Alice mi ha immediatamente gusto-trasportata :) a casa, nella Sicilia che amo. Tra i muretti a secco di Ragusa, le campagne che profumano di papaveri e il mare verde azzurro che cambia colore sotto i raggi del sole.

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Una crema setosa che grazie al gusto leggero del latte di soia (e così è pure vegan) potenzia al massimo il sapore della farina di carrube. Qualche cucchiaio di zucchero di canna e poi ..frutta a piacere e perle di pistacchio di Bronte. Un dolce al cucchiaio leggero e senza alcun sottofondo grasso che lascia in bocca un gusto caramellato e fresco.

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Crema di carrube, fragole, lamponi e pistacchio di Bronte

per 3-4 piccole coppette

latte di soia*, bio | 375g

farina di carrube** bio | 30g

maizena (amido di mais) | 15g

zucchero di canna, bio | qualche cucchiaio (circa 3-4)

fragole, lamponi e pistachi di Bronte per decorare, zucchero a velo qb

Mescolate farina di carrube e maizena, diluite piano piano con metà del latte, mescolando con una frusta fino ad avere un composto liscio e senza grumi. Scaldate il latte di soia rimasto e quando sta quasi per bollire unite il composto di carrube. Mescolate continuamente la crema che si addenserà nel giro di pochi minuti. Dividetela in coppette, quando è tiepida decoratela con fragole a pezzi, lamponi e pistacchio di Bronte. Prima di servirla spolverizzatela con zucchero a velo.

*se usate del latte di soia già dolcificato, aggiustate la quantità di zucchero a piacere; potete sostituire il latte di soia con latte vaccino. **la farina di carrube si trova nei negozi bio ed è un surrogato del cacao (da non confondere con la farina di semi di carrube che serve come addensante).

Se, come me, adorate le carrube vi linko anche la ricetta di una torta alla carruba semplice ma delicata!

English, please!!!

Ah, the carob! My childhood “chocolate”. Memories: the sharp-edged squares of sicilian carob candy wrapped in wax paper, the sugary taste that seems a burnt caramel, left on the stove for a moment longer than necessary.

Carob, chocolate, strawberries, raspberries and Bronte’s pistachio. Couldn’t resist! I was immediately transported :) at home, in Sicily. Among the stone walls of Ragusa, the grass that smells of poppies and the blue-green sea that changes color under the sunny rays. A silky pudding that thanks to the soy milk (it’s vegan too!) enhances the carob flavour. A few tablespoons of brown sugar and it’s done: plenty of red berries and green pearls of sicilian pistachio. A light dessert that leaves a freshy-caramel taste.

(Crema di carrube, fragole, lamponi e pistacchio di Bronte – carob pudding with strawberry, raspberry and Bronte pistachio) adapted from this recipe.

Ingredients: organic soy milk* 13 fluid oz (375g) | carob flour 1/4 cup (30g) | cornstarch 1 tbsp (15g) | organic brown sugar, a few tablespoons (about 3-4)| strawberries, raspberries and pistachios from Bronte to decorate, icing sugar to taste. Makes 2-3 small servings.

Mix carob flour and cornstarch and dissolve slowly with half of the milk, stirring with a whisk until you have a smooth mixture without any lumps. Heat the leftover soy milk left and when is almost to boil add the carob mixture. Stirring constantly: the crema  will thicken in a few minutes. Divide into cups, when it’s lukewarm sprinkle with chopped strawberries, raspberries and roughly chopped pistachio. Sprinkle with icing sugar before serving.

*if you use sweetened soy milk, adjust the amount of sugar to taste; you can substitute soy milk with cow’s milk.

crema_carrube5

La crema al tè verde di Kimiko

Giovedì, 15 settembre 2011

ore 9,20

In origine, nelle mie idee, era la cuisine de Fumiko. Poi, non avendo trovato il libro tra gli scaffali di Fnac (ordinato on line), sbirciando qua e là ho notato Kimiko e la sua delicatissima cucina giapponese. Un fiorire di ricette fini e di spiazzante semplicità, con una varietà di sapori e colori che fa della stagionalità il suo fiore all’occhiello. L’ho comprato e sfogliato più volte dal momento in cui l’ho portato a casa con me, indecisa su cosa cimentarmi visto che tutto è assolutamente delizioso e invitante. E ho pensato che, forse, un giorno, potrei arrivare a nutrirmi soltanto di queste preziose delizie nipponiche che armoniosamente fondono rapidità di cottura e ingredienti leggeri.

Il piacere di un dessert/nondessert come questa crema al tè verde matcha mi fa viaggiare con la fantasia: erbacea, dalla dolcezza sobria, venata da un rivolo di note tostate, esaltata dall’acidità spigolosa dei lamponi. In un bicchierino un arcobaleno di sensazioni.

Un piccolo esercizio di cucina minimalista.

Crema al tè verde matcha e sesamo, di Kimiko Barber

(minimamente adattata)

per 2 persone

200ml di latte di soia zuccherato + 1 cucchiaio

2 cucchiaini rasi di tè verde matcha

2 cucchiaini rasi di semi di sesamo bianco, tostati

2 cucchiai rasi di zucchero alla vaniglia

1/2 cucchiaino di agar agar

2 lamponi per decorare

Pestate nel mortaio il sesamo. Unite il matcha e lo zucchero e pestate ancora fino ad avere una polvere abbastanza omogenea (nella mia sono rimasti dei micro pezzetti di sesamo che davano un tocco croccante finale, molto piacevole).

Diluite l’agar agar in 1 cucchiaio di latte di soia. In una casseruola dal fondo spesso versate il latte di soia + l’agar agar diluito + il mélange matcha/sesamo/zucchero. Portate a bollore e lasciate cuocere la crema, mescolando, per 1 minuto. Spegnete il fuoco (eventualmente unite altro zucchero secondo il vostro gusto), lasciate intiepidire e versate in bicchierini.

Mettete la crema in frigo e servitela fredda, decorata con i lamponi.

Chi è Kimiko? Di origine nipponica (è nata a Kobe) vive dal 1972 in Gran Bretagna. Ha imparato a cucinare dalle nonne giapponesi e dopo una carriera nella City ha realizzato di avere una grande passione per l’arte culinaria giapponese e l’insegnamento.

Il matcha? dove lo compro? Stavolta devo ringraziare il mio amico Francesco – mitico! – che di ritorno da Tokyo qualche mese fa mi ha regalato un preziosissimo pacchetto di matcha da 100g!! In caso di astinenza ho visto che sempre più spesso si può reperire nei negozi di alimenti bio (tipo Naturasì) e nelle boutique del tè.

Il metodo Kimiko? Nel libro Kimiko cuoce questa crema nel forno a microonde per 90 secondi a potenza media.

Agar agar? E’ un’alga giapponese che gioca lo stesso ruolo della gelatina con qualcosa in più: da un lato è rigorosamente vegetariana, dall’altro ha un potere gelatinizzante molto forte. E’ inoltre povera di calorie, ma ricca di sali minerali (ferro e calcio) e fibre solubili che danno una sensazione di sazietà prolungata. Si compra, in polvere, nei negozi di alimenti bio o etnici.

C come *cheesecake*

Mercoledì, 28 luglio 2010

ore 10,17

Nice. Quando si è in vacanza di solito non si cucina e su questo concorderete con me. E visto che da queste parti non ho nemmeno uno straccio di forno (meno male!!) tutto ciò che è compreso nella sfera del lievitato & cotto, gratinato e così via è ovviamente off limits.

Volendo fare un dolce, goloso, ma poco impegnativo, ho pensato a un cheesecake senza cottura, di quelli che si addensano con la gelatina e si possono preparare senza troppi utensili (ribadisco, qui, c’è il minimo indispensabile!). E infatti non sapendo come sbriciolare i biscotti – nella fattispecie i famosi speculoos belgi – (no mattarello, no batticarne, figuriamoci il frullatore..buahhh!) ho usato da moderna cavernicola una semplice… tazza (LOL)!

Le dosi arrivano dall’ultimo numero di Elle à table con le mie solite modifiche (non avevo proprio voglia di comprare del mascarpone..in Francia!!!!). Ho quindi usato ciò che il mercato locale offre: ho fatto un misto di faisselle, una sorta di ricottina di vacca francese, e di formaggio cremoso poi ci ho schiaffato dentro anche un paio di cucchiai di crème fraiche d’Isigny (Aoc, simile alla nostra Doc) al 40% di grassi nella versione épaisse = una robina cremosa cremosa, dal gusto leggermente acidulo (tipo sour cream) estremamente vellutata.. Che ne pensate?! Per servire, avendo la possibilità di mettere lamponi freschissimi a go-go ho rinunciato al solito coulis, ma voi potete abbinare tanti tipi di frutta visto che il sapore è abbastanza delicato.

Cheesecake senza cottura

150g biscotti speculoos (o altri biscotti friabili tipo digestive)

60g burro, ammorbidito

300g faisselle (oppure ricotta)

200g formaggio fresco (tipo philadelphia)

3 cucchiai di panna acida

zucchero a velo q.b.

1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia

3 fogli di gelatina (6g)

per servire:

lamponi freschi

coulis di frutta (facoltativo)

Ammollate la gelatina in acqua fredda per 5 minuti. Sbriciolate finemente i biscotti (potete usare un mixer) e mescolateli con il burro morbido. Foderate una teglia rettangolare con carta da forno. Distribuitevi sopra il composto di biscotti, pressandolo bene. Mettete in frigo a rassodare.

Nel frattempo scaldate 2 cucchiai di faisselle a fuoco bassissimo, togliete dal fornello e scioglietevi la gelatina. Lasciate intiepidire.

In una ciotola mescolate con la frusta il resto della faisselle con il formaggio cremoso, unite la panna acida e zuccherate a piacere. Prendete 2-3 cucchiai di questo composto e uniteli al mix di gelatina e formaggio, mescolate, poi riunite i due composti.

Versate la crema di formaggio sulla base di biscotto. Mettete in frigo a rassodare per almeno 2 ore.

Servite con lamponi e volendo un coulis di frutta (lo vedrei bene di albicocca, fatto con 200g di albicocche frullate con 1-2 cucchiai di zucchero – oppure niente zucchero se sono dolci – ed eventualmente diluito con un filo d’acqua fredda).

Sorbetto di more e lamponi

Lunedì, 14 giugno 2010

ore 15,40

La tranquillità e il silenzio dei boschi, il piacere delle acque termali e lo gnomo Mentino…. eh, uh, svegliatemi!! Sono appena rientrata da un corto weekend a Bagno di Romagna, paesino attraversato dal fiume Savio, sull’Appenino tosco-romagnolo, circondato dal parco delle “Foreste Casentinesi”. Qui la parola d’ordine è beauty-farmami (!) visto che è pieno di centri benessere e hotel con piscine di acqua termale. Ma c’è anche la gnomo-mania. Ora, come sia nato l’abbinamento gnomi-Bagno di Romagna non so proprio spiegarvelo (se non erro ci sono dei racconti per bambini ambientati nella zona), ma certo deve aver influito la vicinanza con i rigogliosissimi boschi circostanti. Quindi, passeggiando per il fatato paesino troverete: gnomi e gnometti di legno, gnomo-sagome in cui mettere la faccia per una gnomo-foto-ricordo, gnomo-palle di vetro con la classica neve che si muove e gnomo-sentieri naturalistici da fare lungo la foresta.

uno scorcio di Bagno di Romagna

gli gnomi: identikit… potreste incontrarne uno!!

Oltre all’aspetto magico, Bagno di Romagna offre anche pranzi e cene gourmet. Dopo un giro al ristorante di Paolo Teverini siamo approdati alla Locanda al Gambero Rosso un posto assolutamente delizioso in cui ci si sente come a casa propria. Forse qualcuno lo conosce già, per chi non c’è mai stato dico solo che guarda al passato, proponendo la cucina antica, tipica del territorio al confine tra la Romagna e la Toscana, partendo da prodotti biologici e di qualità: quindi crostini con fegatini, ottimi salumi, zuppe di verdure di stagione (io ho mangiato quella di fave e piselli con fiori di zucca, davvero squisita) e primi gustosi, leggeri e delicati come i tortelli con l’acacia e quelli con i prugnoli e la crema di piselli, poi strozzapreti e tagliatelle. Quindi se pensate di fare un giro da quelle parti fatevi una sosta! Dimenticavo. L’opsitalità, come sempre in Romagna, è perfetta.

Infine la ricetta. Dopo un giro nei boschi con lo gnomo Mentino (heheeeheee) ho raccolto more e lamponi (beeeh, mi avete scoperta! li ho presi al mercato!). Per conservarne il profumo e il sapore ne ho fatto un sorbetto semplice ma molto molto buono! Provatelo.

Sorbetto di more e lamponi

1 vaschetta di lamponi (125g)

1 vaschetta di more (125g)

80g zucchero

1/2 limone (succo)

2 cucchiai di sciroppo di cranberry oppure granatina

Frullate more, zucchero e lamponi con il succo di limone. Volendo potete filtrare la purea se non vi danno fastidio i semini. Unite lo sciroppo di cranberry (mirtillo rosso). Mettete nella gelatiera a mantecare.

Come gustarlo? Beh è buonissimo da solo, ma secondo me si abbina anche a una fetta di crostata o di torta al limone.

Oops!! C’è un “Cheesecake” nel bicchiere!

Lunedì, 24 maggio 2010


ore 11,30

Adoro i lamponi. Li mangerei continuamente, a quintali. Tutte le volte che li vedo nelle loro vaschette, rossi, polposi e profumati sento un impulso irrefrenabile all’acquisto!! Quindi dalla foto qui sopra potete ben dedurre che in questi giorni me ne sono mangiati un bel pò! LOL. Come sia nata la mia passione per i lamponi non so proprio spiegarlo, anche perché in Sicilia si vedono di sfuggita e solo da pochi anni a questa parte. Immagino sia frutto dei viaggi fatti in Francia in cui i lamponi te li mettono ovunque e perfino nella boulangerie più piccola e sperduta (quelle di provincia, intendo) si può sempre trovare una, più o meno golosa, tartellette di frolla con crema coperta da una montagna di lamponi freschi! Gnam!

Quindi, una volta entrata in possesso delle magiche vaschette di lamponi ho pensato a come usarle esaltando al massimo il gusto dei frutti. All’inizio volevo preparare un gelato o un sorbetto, poi ho trovato l’ispirazione giusta! Un cheesecake nel bicchiere! O meglio una forma remix del cheesecake. La crema infatti è fatta con formaggio cremoso e panna, ma la base non è di biscotto sbriciolato bensì di brownie una torta al cioccolato di origine americana, molto morbida e senza lievito, chiamata così per il suo colore scuro (brown=marrone). Quindi in realtà si tratta di un brownie+cheesecake. Naturalmente il decoro non poteva che essere di lamponi..

Ah, dimenticavo! La ricetta dei brownie, deliziosa!, è tratta dal bellissimo blog di cibo e viaggi di Melissa, io l’ho rivisitata un pò rendendola “gluten free” con la farina di riso e più delicata con l’olio di semi al posto di quello d’oliva.

(P.s. per esser certi di fare tutto senza glutine acquistate zucchero a velo non addizionato di amido)

Cheesecake nel bicchiere

(per circa 4 bicchieri di media grandezza)

per la crema cheesecake:

175g formaggio cremoso tipo Philadelphia

2 cucchiai di panna fresca

6 cucchiai circa di yogurt bianco magro dolce (dolcificato con succo d’uva)

3-4 cucchiai di zucchero a velo

semi di vaniglia q.b.

lamponi freschi q.b.

per il brownie:

115g cioccolato fondente al 60% cacao

80ml olio di semi

85g farina di riso

2 uova grandi

150g zucchero

aroma naturale di vaniglia

Fate la crema cheesecake. Mescolate con la frusta formaggio e yogurt. Diluite con la panna e dolcificate con zucchero a velo a piacere. Unite i semini di vaniglia. Mettete la crema in frigo.

Fate il brownie. Fate fondere il cioccolato a bagnomaria o nel forno a microonde. Sbattete le uova intere con lo zucchero, quando saranno chiare e spumose aggiungete la farina di riso e vaniglia a piacere. Unite il cioccolato fuso raffreddato e l’olio di semi. Versate in uno stampo quadrato foderato con carta da forno e fate cuocere in forno a 170°C per 15-20 minuti. Il brownie deve essere cotto fuori e ancora morbido dentro, quindi toglietelo dal forno quando uno stuzzicadenti inserito all’interno esce ancora umido (e con residui di torta appiccicati). Una volta freddo tagliatelo a cubetti.

Assemblate brownie+cheesecake: Mettete i cubetti di brownie sul fondo di 4 bicchieri di vetro. Versatevi sopra la crema di formaggio. Decorate con lamponi freschi e mettete in frigo. Volendo, al momento di servire, spolverizzate con zucchero a velo.

Cheesecake newyorkese & composta di lamponi

Giovedì, 11 febbraio 2010

ore 15,00

Cremosa e vellutata, leggermente croccante, morbida e suadente come un bacio a fior di pelle. Chiamatela “torta al formaggio”, chiamatela “cheesecake“…usate l’articolo determinativo maschile IL o quello femminile LA; insomma chiamatela come più vi piace, ma non lasciatevi sfuggire l’occasione di prepararla :)

Quando in alcuni locali, tipo pub di ispirazione anglo-americana, mi hanno proposto la cheesecake ho sempre dovuto fare i conti con una fetta di dolce dalla consistenza densissima che si appiccica, nel migliore dei casi, al palato formando uno strato grasso e pastoso che risulta quasi impossibile da deglutire! Beh, diciamo un dessert che si può anche evitare di ordinare. Invece, da quando ho avuto modo di assaggiare la versione originale newyorkese e di scovare la ricetta che vedete fotografata in alto :)  la mia opinione è decisamente cambiata.

La consistenza di questo dolce varia molto in base al tipo di formaggio utilizzato: la mia versione classica prevede il quark tedesco biologico e da latte intero (NO, non sono ammesse versioni a basso contenuto calorico!) che conferisce estrema delicatezza al tutto, ma ne preparo anche un’altra a base di ricotta+philadelphia, saporita e densa. Per quanto riguarda la base di biscotto i risultati migliori li ho avuti con i biscotti tipo Digestive, friabili e leggermente salati. In Usa si utilizzano i Graham Crackers introvabili in Italia (o almeno credo). Altri tentativi con frollini vari sono in progress.

La scelta sta a voi, ma non dimenticate di aggiungere un cucchiaino di amido per essere sicuri che la cheesecake sia davvero perfetta.

Cheesecake newyorkese e composta di lamponi

Per la cheesecake:

110g biscotti tipo Digestive

60g burro fuso

500g formaggio tipo quark intero da agricoltura biologica (oppure 250g ricotta + 250g formaggio tipo philadelphia)

1 cucchiaio e 1/2 amido di mais o di tapioca

175g zucchero

2 uova+1 tuorlo

140g panna fresca

1/2 limone biologico (succo e scorza)

Per la composta di lamponi:

100-200g lamponi freschi o surgelati

qualche cucchiaio di zucchero di canna o miele

Accendete il forno. Preriscaldatelo a 150°C. Frullate i biscotti con il burro fuso e distribuiteli in una teglia con il fondo apribile di circa 20cm di diametro, foderata con carta da forno. Premete bene l’impasto in modo da formare uno strato compatto. Mettete la teglia in frigo per far rassodare il biscotto.

Fate la crema. Con le fruste elettriche o la planetaria sbattete formaggio, amido, zucchero, uova, panna, succo e scorza di limone grattugiata. Non preoccupatevi se vi sembra troppo liquida, il miracolo avverrà di lì a poco. Versatela sul fondo di biscotti. Infornate la torta per circa 40-50 minuti. La cheesecake deve risultare soda ma leggermente tremolante al centro.

Lasciatela raffreddare, poi mettetela in frigo per una notte intera (lo so, questa è la parte più difficile.. sapete di avere una cheesecake da urlo, pronta da mangiare e dovete aspettare un numero spropositato di ore prima di farlo! Abbiate fiducia e forza mentale, questo passo è fondamentale e non si può saltare..)  ;)

Consolatevi, allora, con la composta di lamponi. Mettete i lamponi in un pentolino con 3-4 di cucchiai di zucchero (o miele) secondo il vostro gusto. Fateli cuocere leggermente in modo da disfarli un pò, ma non troppo. Lasciate raffreddare la composta a temperatura ambiente e per rincuorarvi mangiatevene pure qualche cucchiaino!

Al momento di servire sformate delicatamente la cheesecake, tagliatela a fette e servitela con una bella cucchiaiata di composta ai lamponi. Altro non serve, se non una buona compagnia.. in mancanza ripiegate su un film!!!!

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